Cronaca / Lecco città
Lunedì 15 Giugno 2026
Il campione di nuoto Andrea Oriana ricorda Vittorio Anghileri: «Come un secondo padre»
«I ricordi più belli? Sono legati alle Olimpiadi di Atlanta e al record italiano del ’98 a Bari. Ci eravamo messi in testa di fare questa grande impresa e con un lavoro meticoloso siamo riusciti in quello che è stato un capolavoro». Anche la Società Canottieri piange lo storico allenatore
Lettura 2 min.Lecco
La Lecco non solo sportiva piange il suo Vittorio Anghileri. E lo piange soprattutto Andrea Oriana, forse il suo allievo prediletto, certamente di maggior successo.
Specializzato nello stile farfalla, il nuotatore lecchese – proprio grazie alle cure ed agli insegnamenti di Anghileri - in questo stile è stato 15 volte il campionato italiano. Nei 200 mt delfino ha stabilito due primati italiani in vasca lunga, entrambi a Bari nel 1998 e due in vasca corta. Ha disputato i Mondiali di Roma del 1994, vantando anche la partecipazione agli europei del 1995 e del 2000 e soprattutto ai Giochi Olimpici di Atlanta del 1996.
«Questa notizia mi ha colto impreparato – dice -: è stato come un fulmine a ciel sereno. Mi ha scosso particolarmente. Nessuno se lo aspettava. Abbiamo continuato, da grandi appassionati di nuoto fino all’anno scorso, a chiacchierare, a parlare di imprese e di tutto ciò che ruotava intorno al nuoto. I ricordi più belli? Sono legati alle Olimpiadi di Atlanta e al record italiano del ’98 a Bari. Ci eravamo messi in testa di fare questa grande impresa e con un lavoro meticoloso siamo riusciti in quello che è stato un capolavoro. Un primato che resisteva da 15 anni».
Quindi la memoria si fa fendente: «Vittorio è stato un secondo padre per me e mio fratello perché, avendo perso il papà a 16 anni, si è anche un po’ occupato di noi. Aiutandoci a crescere e dando a me insegnamenti di umiltà. Lui la chiamava la “politica dei piccoli passi” - prosegue l’ex campione di nuoto -. Le cose non si inventano dall’oggi al domani; i successi si costruiscono; ed è di questo di cui posso comunque andar fiero quando penso a lui. Ogni volta che devo fare qualcosa, che si tratti di nuoto o di vita normale, penso a questo grande insegnamento; e penso soprattutto alla sua grande positività...».
Poi la persona, quello che Vittorio Anghileri era; come uomo, come allenatore: «Vittorio trasmetteva serenità – dice l’olimpionico -; trasmetteva un’energia che ogni persona ricorda. E mi piace ricordarlo sorridente, vicino ad una piscina. Sempre con la sua passione». E gli aneddoti: «Nel 2000 c’è stata la nostra separazione, perché io volevo fare qualche esperienza diversa e lui non la vedeva di buon occhio E forse giustamente. Ma alla fine ha sempre comunque supportato le mie idee. Così anche in questi ultimi anni, quando rincorrevo delle imprese un po’ strane. Lui capiva il mio grande amore per l’acqua e mi ha sempre comunque dato il via libera. Sì, era sempre il mio primo tifoso e ora lascia un vuoto incolmabile. Per la sua grinta e quel fuoco dentro. Lui aveva costruito una squadra (della Canottieri Lecco.ndr) dal niente e l’aveva portata ad essere una delle prime 10 squadre d’Italia a livello assoluto. Oggi sono cose impensabili per una piccola società come la nostra, ma lui aveva il merito di riuscire a trasmettere oltre alla serenità e a motivarci in una modo incredibile. Sì, lui può essere considerato un antesignano della motivazione: diceva che bisogna avere il fuoco dentro per fare qualche cosa e se ce l’hai e o alimenti questo fuoco, alla fine il risultato arriva...».
Intanto proprio la Società Canottieri di Lecco ha ricordato l’amato allenatore: «La Società Canottieri Lecco si stringe con affetto alla famiglia di Vittorio Anghileri. Storico socio e indimenticabile allenatore della nostra sezione nuoto, Vittorio ha dedicato gran parte della sua vita alla Canottieri, formando generazioni di atleti e contribuendo a scrivere alcune delle pagine più belle della nostra storia sportiva, tra cui la crescita del campione olimpico Andrea Oriana. Ma prima ancora dei risultati, lascia il ricordo di un uomo appassionato, generoso e profondamente legato ai colori blucelesti, che ha continuato a vivere la società da socio e da amico fino agli ultimi anni. Alla moglie Laura, ai figli Cristina, Roberta e Paolo e a tutti i suoi cari giungano il cordoglio e la vicinanza del Presidente, del Consiglio Direttivo e di tutta la famiglia della Canottieri Lecco».
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