Influenza a Lecco, il picco è alle spalle: a letto in 5mila

Il dottor Lorenzo Colzani fa il punto dopo le feste: «In questo periodo le infezioni alle vie aeree sono tante». Medici generali presto in servizio nelle case di comunità.

Lecco

L’influenza come campo di sperimentazione della nuova medicina territoriale. Ora che il picco influenzale sta calando, i medici di medicina generale possono tirare, temporaneamente, il fiato. Così Lorenzo Colzani, segretario provinciale del Simg (Sindacato italiano medici di medicina generale), il più numeroso sindacato dei medici, ha tempo di parlare di come stia andando sia la professione che... l’influenza. Partiamo da quest’ultima: «Ho visto più sindromi parainfluenzali che influenza vera e propria in questi giorni. Le feste hanno favorito il picco, ma penso che questo sia oramai alle spalle. Le infezioni delle vie aeree sono ancora tante, ma non sono influenza. Ho fatto un turno all’hotspot infettivologico al Manzoni il 4 gennaio scorso e sono arrivati alcuni casi, ma non c’è stato l’assalto». Cos’è l’hotspot infettivologico? Colzani spiega: «Sarebbe la parte dedicata della guardia medica, anzi, del servizio 116117 dedicato alle infezioni delle vie aeree influenzali e del Covid. Ma di Covid è tanto che non mi capita. Mentre febbre, dolori osteoarticolari, e soprattutto la tosse, che resiste alle terapie antinfiammatorie sintomatiche, sono i sintomi più comuni di queste infezioni virali. Direi però che siamo tornati nella norma. I numeri mi sembravano più alti prima di Natale».

L’Hot Spot Infettivologico è un servizio aggiuntivo che la sanità lombarda offre ai pazienti, attivo dalle 20 alle 24, ovvero quando i medici di medicina generale non sono in servizio, come pure il sabato, la domenica e i festivi. «L’anno scorso – spiega Colzani - era stato installato a Calolziocorte, mentre ora è nell’ambulatorio dei codici minori del Pronto Soccorso dell’ospedale di Lecco dove vengono girati dal 116117, l’ex Guardia Medica, i casi di infezioni sospette virali. Qui si fanno i tamponi e si curano questi casi. Anche se il riscontro non è di grande affluenza, sicuramente abbiamo fatto più numeri rispetto all’anno scorso. Funziona quando la gente non trova il medico di medicina generale. Numeri non ne ho anche se ho visto arrivare dai 2-3 casi al giorno anche a 15-20. Di sicuro nella scorsa stagione influenzale i numeri erano molto più bassi».

E sullo sfondo, presto ci saranno le case di comunità che dovrebbero essere pienamente operative con i servizi offerti dai Medici di Medicina Generale per vaccinazioni, attività di prevenzione, visite, come una sorta di ambulatorio diurno. «Se vai al Punto Unico di Accesso (Pua), potrai essere indirizzato alle Case di Comunità in casi non gravi, non di acuzie da ospedale per intenderci. I pazienti “orfani”, ovvero quelli senza medico di medicina generale, saranno, per esempio, serviti così. Anche perché qualche posto vacante tra Merate e Casatenovo c’è, in questo senso».

Purtroppo i medici non aumenteranno. Aumenteranno i loro impegni. «Certo – precisa il segretario del Simg -, saremo pagati a parte, e al servizio si aderisce a titolo volontario, almeno per chi è massimalista, ovvero ha già 1500 pazienti. Le ore di Casa della Comunità sono ben pagate e ci sarà un accordo integrativo per i compiti degli Mmg. Per ora è uscita una survey, un sondaggio, per capire quanti aderiranno. E noi da Medici di Medicina Generale siamo diventati Medici a Ciclo Unico: dovremo coprire tutte e 38 le ore alla settimana previste dal contratto. Se non sei massimalista (ma di medici di questo tipo a Lecco ce ne saranno pochissimi), ci sarà il completamento orario. Se ne hai 1500, le 38 ore sono scontate. Se ne hai 1.200, allora ti avanzeranno 6 ore da dare alla tua Aft (aggregazione funzionale territoriale), che per me è Oggiono, ovvero in Casa della Comunità. Anche se in teoria potresti farli in qualsiasi casa della Comunità del territorio, quelle attive. Nella mia Aft io so che Olgiate e Casatenovo sono pronte mentre Oggiono è ancora indietro. È questione di settimane. Ma poi il sistema varrà per tutti».

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