La nuova fase di Bper, Papa: «Non una conquista, ma un rilancio»
L’AD Gianni Franco Papa presenta la fusione con la Popolare di Sondrio come un’opportunità di crescita e integrazione. Nasce una nuova identità di gruppo, con investimenti, rafforzamento territoriale e servizi potenziati per clienti e imprese. A Sondrio la Direzione regionale affidata a Luca Romellini
Sondrio
Crescere e rafforzare il Gruppo, armonizzando le anime delle cinque banche che ne fanno parte, per far emergere le molte potenzialità ancora inespresse. La fusione della Banca Popolare di Sondrio in Bper non rappresenta un punto di arrivo, ma piuttosto un’opportunità per un nuovo rilancio. A sottolinearlo con chiarezza è stato questa mattina Gianni Franco Papa, amministratore delegato dell’istituto modenese, presente in città per la riunione pomeridiana del consiglio di amministrazione chiamato ad analizzare i risultati del primo trimestre 2026.
Il primo cda dopo la fusione - divenuta operativa nel conversion day del 20 aprile - è stato convocato «simbolicamente» nel capoluogo valtellinese, come segno di attenzione verso la Banca Popolare di Sondrio, i suoi dipendenti e i clienti, ha evidenziato Papa. Un’attenzione confermata anche dalle scelte strategiche adottate, a partire dall’istituzione della Direzione regionale con sede proprio a Sondrio, affidata a Luca Romellini, in Popolare dal 1991. «Siamo andati oltre quanto dichiarato nella documentazione dell’offerta - ha ricordato Papa -: avevamo previsto una direzione territoriale, ma abbiamo istituito una direzione regionale, la dodicesima del Gruppo (considerando le due del Banco di Sardegna), con 200 filiali distribuite tra Sondrio, Lecco, Como e Monza Brianza, circa 2.000 dipendenti e 35 miliardi di masse gestite».
Nello stesso solco si inserisce la decisione di allocare a Sondrio anche servizi centrali per tutto il Gruppo, come le direzioni esteri ed enti. «Si tratta di due direzioni molto importanti - ha aggiunto Papa - che servono i clienti Bper in tutta Italia. Un ampliamento della platea che consentirà ai colleghi di sviluppare ulteriormente le proprie competenze e, se lo desiderano, intraprendere percorsi di carriera migliori rispetto al passato».
Un’integrazione, dunque, dai molteplici risvolti positivi. «La migliore - ha rivendicato Papa –, a differenza di quelle realizzate da altri player, perché abbiamo voluto valorizzare la Popolare di Sondrio. Lo avevamo detto fin dall’inizio: non investiamo 5 miliardi di euro per svuotare di contenuti l’oggetto della nostra offerta. Lo dimostriamo valorizzando ulteriormente la banca e i colleghi, perché crediamo nell’accoglienza, non nella conquista. Sondrio oggi è parte integrante della nuova Bper. Abbiamo mantenuto il logo in tutte le filiali dell’ex Popolare, non solo in Valtellina, Valchiavenna e Val Camonica, ma in tutta Italia».
Se dal conversion day restano ancora alcune criticità da risolvere, soprattutto nella componente corporate, legate al passaggio tra piattaforme - «questione di giorni» ha assicurato Papa -, la vera sfida comincia ora. «Dobbiamo integrare una realtà come quella di Sondrio in un Gruppo che negli ultimi anni ha già incorporato cinque banche - ha spiegato -: nel 2017 Carife, nel 2019 Unipol Banca e nel 2021 le filiali Ubi e Intesa, operazione trasformativa che ha raddoppiato la clientela. Poi Carige e la Popolare di Sondrio. Oggi in Bper convivono cinque anime diverse. Il nostro compito è creare una nuova identità, un nuovo modus operandi che rappresenti una sintesi di tutte queste esperienze».
L’operazione Sondrio ha consentito al Gruppo di raggiungere una posizione di rilievo nel panorama bancario-finanziario italiano. «Le opportunità di crescita sono enormi. Mettiamo a disposizione della clientela Sondrio apparati tecnologici molto avanzati, forse prima non disponibili – ancora Papa -. Per il segmento retail offriamo una piattaforma digitale tra le più evolute in Europa, oltre all’accesso a un mercato molto più ampio e a prodotti e servizi distintivi. Tutto questo ci pone nelle condizioni di cogliere appieno queste opportunità di sviluppo. Da oggi tutti i colleghi del Gruppo - siamo 23.000 - sono impegnati a far crescere questa realtà, rendendola ancora più forte, più presente e più efficace nell’assistere i clienti con prodotti e servizi all’avanguardia». «Le banche hanno bisogno di raggiungere una certa scala per poter investire e affrontare le difficoltà esterne. Ecco - ha concluso Papa - quella dimensione oggi l’abbiamo raggiunta».
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