Cronaca / Lecco città
Venerdì 06 Febbraio 2026
Lecchese, ampliato il numero dei comuni montani: la nuova mappa
Grazie alla revisione della legge, inclusi anche Vercurago e Calolziocorte. Sette nuovi ingressi, tra cui Lecco, aprono a nuove opportunità di sviluppo
Lecco
Salvi. Sono i comuni montani della provincia di Lecco che erano stati tenuti fuori dal “computo” dei comuni riconosciuti come tali dal ministero per gli Affari regionali e le Autonomie. Alla fine si è passati dai 2.844 previsti nella proposta iniziale a 3.715 nella nuova proposta frutto del confronto con le regioni e le autonomie territoriali in Conferenza Unificata.
Così vengono confermati in provincia di Lecco non solo Abbadia Lariana, Ballabio, Carenno, Cesana Brianza, Civate, Colle Brianza, Erve, Galbiate, Lierna, Mandello del Lario, Oliveto Lario, Valmadrera, ma anche quei comuni che erano rimasti fuori dalla prima stesura, ovvero Vercurago, Valgreghentino, Suello, Pescate, Calolziocorte, Ello, Garlate, Malgrate, Monte Marenzo, Olginate. Di più: grazie alla nuova (ri)classificazione, «vengono promossi» a «montani» sette comuni che non lo erano: Airuno, Barzanò, La Valletta Brianza, Santa Maria Hoè, Sirtori, Viganò e, come già anticipato nella prima stesura della nuova legge di riforma (131/2025), anche Lecco.
In Lombardia, tanto per dare un ordine di grandezza, i comuni montani passano da 522 a 539, così distribuiti: 134 a Bergamo, 98 a Brescia, 100 a Como, 54 a Lecco, 16 a Pavia, 77 a Sondrio e 60 a Varese. E tra i comuni riconosciuti rientrano anche i capoluoghi di provincia Lecco, Varese e Como. «I territori sono stati ascoltati – dichiara Giacomo Zamperini, presidente della commissione Montagna di regione Lombardia –. La nuova classificazione riflette la reale conformazione del territorio pedemontano lecchese, che vede le nostre montagne affacciarsi sui laghi. Così possiamo offrire basi solide per pianificare politiche mirate. Ulteriori correzioni potranno essere valutate nei prossimi mesi: vogliamo che la legge regga su fondamenta solide e rocciose e non venga spazzata via al primo colpo di vento forte».
Prossimo passo per Zamperini sarà la modifica della legge regionale sul riordino delle Comunità montane della Lombardia, che andrà uniformata alla nuova normativa nazionale: oggi sono esclusi i comuni capoluogo di provincia e quelli sopra i trentamila abitanti, ma l’idea è di superare questo limite per farli rientrare invece nelle politiche di governo del territorio montano.
Naturalmente l’ampliamento dei comuni montani è anche una questione di finanziamenti, perché apre opportunità per accedere a strumenti dedicati, politiche di sviluppo e nuovi investimenti. Soddisfatto in tal senso anche Mauro Piazza, perché ha visto tutti i comuni montani del Lecchese confermati con quei sette nuovi ingressi di cui sopra. «È un risultato che dà risposte concrete ai territori e agli amministratori locali – dichiara il sottosegretario alla Presidenza di regione Lombardia Mauro Piazza –. Le preoccupazioni emerse nei mesi scorsi sono state completamente superate: nessun comune montano è stato escluso e il perimetro viene addirittura ampliato. Regione Lombardia ha lavorato con determinazione, portando in Conferenza la voce dei territori e ascoltando le esigenze delle comunità locali. Abbiamo fatto sentire la nostra voce portando in Conferenza le istanze dei Comuni e ascoltando il territorio. Il risultato è chiaro: nessun comune montano è stato penalizzato e, anzi, il riconoscimento viene esteso».
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