Lecco, baby gang e vandali: residenti esasperati

A Castello, Chiuso e Germanedo continuano gli atti vandalici e i problemi di quiete pubblica. I residenti chiedono l’intervento delle forze dell’ordine.

Lecco

Sparano botti, urlano come se nulla fosse: a Castello c’è un gruppo di giovani che poco rispetta la quiete pubblica. Da chi abita in zona c’è la richiesta di installare una telecamera di sorveglianza.

A Chiuso lo scorso mese sono stati distrutti i giochi al parco nella zona del Beato Serafino.

Un anno fa, erano stati parecchi i vandalismi nei parchi, dall’area di via Nassirya al confine tra Acquate e Castello, a quella di via monsignor Polvara a Belledo.

Senza dimenticare il caos al parco Kennedy di Castello.

Ora è la volta del parco V Alpini e nelle aree attorno al Villaggio di Germanedo.

Bottiglie rotte, lattine, rifiuti ovunque, e c’è chi ha trasformato i portici e il parchetto in una toilette. Non si tratta di episodi isolati, ma di una situazione che si ripete da mesi, soprattutto dal mercoledì al fine settimana. I residenti e i commercianti della zona hanno già fatto segnalazioni e solleciti in Comune.

La richiesta è quella di un presidio costante della polizia locale nelle aree più critiche, controlli mirati nelle ore serali e notturne, identificazioni e sanzioni severe per chi sporca e danneggia.

«Non è accettabile – dice Carlo Piazza, candidato sindaco per Lega e Forza Italia – che famiglie, anziani e commercianti debbano convivere con sporcizia, rumori notturni e insicurezza. La città deve tornare a essere di chi la rispetta. Con noi al governo di Lecco, il decoro urbano e la sicurezza torneranno ad essere una priorità assoluta».

L’elenco degli episodi è lungo: il lavatoio di via Fiocchi a Belledo è diventato il luogo di ritrovo serale di un gruppo di ragazzi che, oltre a creare danni, fanno un baccano insostenibile fino a tarda serata, tra urla e musica a volume alto, oltre ad un continuo andirivieni di moto a tutto gas.

Ma non solo: passano sulle lastre di marmo a cavallo delle fontane con i pattini. Un susseguirsi di situazioni insostenibili, con tanto di segnalazione al Comune. E c’è chi racconta di aver visto anche persone dal fare sospetto.

Il lavatoio riqualificato era stato inaugurato a giugno del 2018, nell’ambito di un intervento di cittadinanza attiva che aveva visto l’associazione “Femminile presente” riconsegnare simbolicamente al Comune, proprietario del manufatto, e alla città, il lavatoio completamente restaurato.

A Santo Stefano, grazie all’illuminazione arrivata dopo una petizione fatta dai cittadini, la situazione è migliorata.

© RIPRODUZIONE RISERVATA