Lecco, barista aggredito e rapinato mentre torna a casa. «Non è un caso isolato»

Aggressione notturna in via Balicco ai danni del titolare del bar Manzoni: portati via il cellulare e il portafogli. L’episodio riaccende l’allarme sicurezza in città

Lecco

Aggredito mentre tornava a casa. Buttato a terra da un giovane, apparentemente di origine straniera, che poco prima gli aveva chiesto una sigaretta. Il tutto per sottrargli il cellulare e il portafoglio.

Questo quanto accaduto nella notte fra mercoledì e giovedì, attorno alle tre di notte, in via Balicco, a Marco Beretta, conosciuto come Berri, titolare del bar Manzoni.

Un episodio, reso noto oggi pomeriggio sui social, che ha causato centinaia di reazioni. Alcune emotive, altre molto più ragionate, anche nel mondo del commercio al dettaglio.

E Marco Caterisano, consigliere comunale di Fratelli d’Italia, ma soprattutto presidente della Federazione italiana pubblici esercizi, e titolare di un bar anch’egli, non riesce a trattenere lo sdegno e la preoccupazione.

«L’episodio avvenuto nella notte nei pressi della stazione - spiega - è grave e non è accettabile, e non è un caso isolato. Un lavoratore che rientra a casa dopo una giornata di lavoro deve poterlo fare in sicurezza: quanto accaduto non può diventare normalità. Esprimo piena solidarietà alla persona coinvolta e a tutti gli operatori del commercio e della ristorazione che ogni giorno tengono vive le nostre attività, spesso fino a tarda sera. Per cinque anni, come opposizione, ci siamo sentiti ripetere dall’amministrazione comunale che il tema sicurezza era solo una questione di “percezione” e di disagio giovanile legato al periodo Covid. Oggi purtroppo vediamo quali sono i risultati di quell’approccio: episodi concreti, paura diffusa e un disagio crescente tra cittadini e lavoratori. Il dato più preoccupante è proprio questo: il senso di insicurezza sta aumentando e non solo nelle ore notturne».

Caterisano racconta quello che vivono lui e le sue commesse, le cameriere, le sue collaboratrici e i suoi collaboratori che sono, poi, quelle di tutti gli esercizi pubblici di Lecco: «Già dalle 19–20 di sera molte commesse, bariste e lavoratrici hanno timore a muoversi da sole, a chiudere le attività o a raggiungere la stazione e i parcheggi. Voglio comunque ringraziare le Forze dell’Ordine per l’impegno che stanno mettendo in campo: è sotto gli occhi di tutti che negli ultimi mesi la presenza sul territorio è aumentata e si vedono molte più pattuglie. Uno sforzo importante che va riconosciuto e sostenuto. Resta però un problema reale e non semplice da risolvere. Le leggi spesso non aiutano chi deve intervenire e limitano l’efficacia delle azioni di prevenzione. È necessaria una riflessione seria a livello istituzionale, perché la sicurezza dei cittadini e di chi lavora deve tornare ad essere una priorità concreta. Lecco non può rassegnarsi così».

Ma poi, al di là delle dichiarazioni ufficiali, Marco Caterisano come lecchese, riflette ancora: «La gente ha paura. Soprattutto le zone di piazza della Stazione e di piazza Diaz sono completamente fuori controllo. Già quando vado in consiglio comunale, tengo lo sguardo basso perché la gente ti provoca, ha atteggiamenti di sfida, cerca la rissa... E parlo di andare in Comune alle 18, non alle due di notte. E a mio figlio di 18 anni comunque raccomando sempre massima attenzione, se gira in centro... Però non è giusto. Ripeto: Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, fanno tutto il possibile, ma la legge e la Giustizia non li spalleggia. Paradossale, no? Alla fine sanno benissimo, i malintenzionati, che tanto non succede loro nulla, che possono fare quel che vogliono. Almeno questa è la percezione, quella vera, di come stanno le cose».

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