Lecco, Casa della carità sold out: scatta l’emergenza freddo

Tutti i posti letto occupati. Attivato il Piano freddo per garantire un riparo a chi vive in strada, con priorità alle persone con fragilità sanitaria.

Lecco

Sold-out. Tutto esaurito. In questo periodo tutti i ventotto posti (ventiquattro per gli uomini) del rifugio notturno ospitato dalla Casa della Carità di Caritas ambrosiana sono occupati e, pertanto, chi oggi si rivolge al Centro d’ascolto della Casa della Carità viene inserito nella lista d’attesa. Una lista che viene stilata anche in base alla gravità delle situazioni sanitarie di chi è costretto ad aspettare al freddo un posto libero.

A Lecco, d’altronde, sono una trentina, tutti maschi, i senza tetto che non si muovono quasi mai dal posto che hanno scelto per vivere, sia esso il porticato di piazza Affari, che i garage sotto la casa di cura Borsieri, o altri posti.

Solo per mangiare vanno spesso alla mensa della Casa della Carità di via San Nicolò, dove possono utilizzare anche il servizio doccia, il deposito bagagli e il guardaroba per cambiarsi di vestito e ricevere capi più adatti alla stagione. È uno dei gennaio più freddi degli ultimi dieci anni e queste persone “invisibili”, con storie spesso di disagio e isolamento, sono quelle che lo soffrono di più, là fuori.

Per fortuna Lecco è accogliente e durante i mesi invernali, per queste persone la Caritas con il Comune e le Unità di strada (che riuniscono operatori delle cooperative L’Arcobaleno e Il Gabbiano; volontari dei City Angels e del Cisom-Ordine di Malta) hanno predisposto il “Piano freddo” che si concluderà a fine mese, sempre che non intervengano esigenze diverse.

Nell’ambito del “Piano freddo”, la Casa della Carità ha messo a disposizione nove posti letto (sei per i maschi), con un’accoglienza che vuole essere mirata alle persone con maggiore fragilità sanitaria. Tra i volontari delle Unità di strada - che sono quelli che tengono costantemente i rapporti con le persone senza dimora - operano dei medici che segnalano i casi gravi, ai quali si cerca di dare assistenza e accoglienza. Va precisato che non sempre le persone sono consapevoli delle loro condizioni di salute e può essere necessario un lavoro di sostegno psicologico per stimolare un desiderio di cambiamento.

Come spiega Martina Locatelli, responsabile del rifugio notturno della Casa della Carità: «Cerchiamo di dare risposta alle situazioni più difficili, perché non abbiamo gli spazi e le risorse per accogliere tutti. Quindi, per il piano freddo, abbiamo dato la priorità alle persone che hanno problemi di salute, sempre nel rispetto e con la massima attenzione alle esigenze e ai problemi di ognuno. Per noi resta importante valorizzare l’unicità di ogni persona».

Le situazioni dei senza dimora sono diverse, sono unite dalla povertà che non è solo economica, ma di relazioni con gli altri da cui spesso derivano tutti gli altri problemi, anche i più gravi. Ed è su questi aspetti che intervengono volontari e operatori del rifugio notturno per provare a fornire, in collaborazione con gli altri servizi della Casa della Carità, risposte che vadano oltre l’emergenza, se possibile avviando percorsi che, attraverso varie tappe, portino al reinserimento sociale di queste persone.

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