Lecco, Viale Turati: chiudono due storici esercizi commerciali

La fine di un’era per il Pastificio Emiliano e la Nuova Macelleria. I titolari vanno in pensione senza ricambio generazionale.

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Lecco

Viale Turati, a Lecco, lamenta la perdita di due storici esercizi commerciali. Il primo è il Pastificio Emiliano, che aveva in cuor suo la speranza di cedere l’attività più che di abbassare le saracinesche. Ma il ricambio generazionale non è arrivato e così, sui social, il pastificio ha annunciato: «Questo post per annunciare ai nostri clienti che il Pastificio Emiliano, da quarant’anni gestito dalla famiglia Crotta, è chiuso per raggiunti limiti di età. Ringraziamo tantissimo tutte le persone che hanno collaborato con noi in questi lunghi anni e naturalmente tutti i clienti appassionati e fedeli. Speriamo che la nostra attività venga presto rilevata!».

In verità, qualche tempo fa, quando la voce aveva cominciato a girare, l’attività era stata mandata avanti da giovani parenti della famiglia che, però, studiavano, si stavano laureando e non intendevano continuare a produrre tortellini, crepes, lasagne, pasta fresca di ogni tipo, bensì intraprendere una nuova strada. Hanno dato una mano, e non è poco, finché hanno potuto. Ma quando i due “anziani” pilastri hanno deciso di tirare i remi in barca, non se la sono sentita di continuare da soli. Anche perché non è il cammino che hanno scelto. La speranza è che il pastificio, visto che qualche richiesta c’è, possa andare avanti a breve. Ma, nel frattempo, fuori dalle saracinesche del “condominio” (l’ex palazzo Ina di una volta, oggi ristrutturato), del Viale, campeggia la triste scritta “Vendesi” e “Affittasi”.

A breve distanza, poi, un’altra altrettanto storica e apprezzatissima attività, sia per la gentilezza dei titolari Daniele Porcaro e Roberto Invernizzi che delle rispettive collaboratrici (che sono anche mogli), nonché per la qualità dei prodotti e i prezzi concorrenziali, sta per chiudere. Alla Nuova Macelleria, sempre sul viale, accanto al Bar Silver, sul cartello esposto sul bancone si legge: «Grazie di cuore a tutti i clienti. Il 29 agosto con emozione chiudiamo le porte del nostro storico negozio. Vogliamo dire grazie a tutte le persone che ci hanno scelto, sostenuto e accompagnato in questo lungo viaggio. Grazie ai clienti di una vita, a chi è entrato anche solo per una volta e a chi ci ha regalato un sorriso, una parola gentile o un ricordo che porteremo sempre con noi». Firmato Daniele e Manuela e Daniela e Roberto.

Anche in questo caso la speranza era di poter cedere l’attività: «Fino a giovedì scorso abbiamo avuto l’ultimo di una serie di incontri con chi pensavamo fosse interessato a rilevare l’attività – spiega Daniele Porcaro – ma alla fine, tra un rinvio e l’altro, abbiamo capito che non c’era più spazio per la trattativa. E così, nostro malgrado, abbassiamo le saracinesche e andiamo in pensione».

Per il Viale sicuramente una grande perdita, anche se, sia nel caso del Pastificio che della Nuova Macelleria, non si tratta certo di chiusure per crisi, anzi. O per concorrenza dei supermercati. Sono proprio chiusure per “età pensionabile”. E, forse, bisognerebbe riflettere di più sul ruolo dei potenziali subentranti (giovani) che avrebbero potuto rilevare queste attività. Sarebbero stati affiancati anche per sei mesi-un anno dai vecchi titolari, ma, alla fine, hanno deciso di fare, legittimamente, altro. E il Viale da questa settimana sarà molto più povero. Non di attività commerciali, ma di umanità.

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