Lecco, ciclabile a Pradello: i lavori al 20%

L’opera Avanza il collegamento per bici e pedoni verso Abbadia: confermato il termine degli interventi per il 2027 Micheli: «Cantiere mai interrotto, la parte visibile deve ancora arrivare, ma l’iter strutturale è già eseguito»

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Lecco

La nuova ciclopista tra Abbadia Lariana e Lecco prende forma e, secondo il vicepresidente della Provincia di Lecco con delega alle Opere pubbliche Mattia Micheli, oggi il cantiere è arrivato a circa il 20% dell’intervento complessivo. La parte più visibile deve ancora arrivare, ma il lavoro tecnico e strutturale già eseguito è tutt’altro che marginale.

«Non si sono mai interrotti i lavori - spiega Micheli, ricordando che la fase iniziale ha richiesto approfondimenti complessi sul fondale e sulla fondazione dell’opera, sospesa in acqua e strettamente collegata alla salvaguardia della Statale 36 - Sono state fatte tutte le opere propedeutiche alla realizzazione del cantiere e anche quelle di protezione dell’attuale fondazione della Ss 36».

La ciclopista, destinata a cambiare in modo netto la mobilità tra lago e capoluogo, avrà una lunghezza di circa 2,8 chilometri. «Viene tolta quella promiscuità che c’è attualmente nel tratto tra Abbadia e Lecco - osserva Micheli – è un’opera rivoluzionaria, passatemi il termine, per come viviamo noi il territorio: finalmente la sponda del lago sarà collegata al capoluogo di provincia».

Quanto ai tempi, l’orizzonte indicato oggi è quello del 2027, con conclusione prevista entro la fine dell’estate. Ma non più per maggio. «Maggio era una previsione, ma penso che si andrà almeno alla fine dell’estate prossima, estate inoltrata – afferma il vicepresidente - Abbiamo aspettato trent’anni: probabilmente verrà pronta entro il 2027. Non sono quei due mesi che cambiano la sostanza, però».

Dal punto di vista tecnico, il tracciato sarà organizzato su tre corsie: «Una con un marciapiede pedonale da 1 metro e 20, poi ci saranno due corsie da 1,50 metri ciascuna, una per senso di marcia, per le biciclette».

In tutto, quindi, una piattaforma larga 4,20 metri, pensata per separare il transito pedonale da quello ciclabile e ridurre i rischi. «Passeggini e pedoni se ne staranno sul marciapiede», sottolinea Micheli pur richiamando la necessità di regole e controlli per evitare comportamenti pericolosi da parte dei ciclisti più veloci o dei gruppi.

Uno dei nodi più discussi riguarda il sovrappasso di Abbadia, ritenuto essenziale per collegare in sicurezza la ciclopista alla viabilità esistente. Micheli lo difende senza esitazioni: «Era inevitabile fare un’opera del genere. Il manufatto sorgerà all’altezza dell’area di cantiere in uscita da Abbadia verso Lecco, in prossimità del condominio Bolis sulla Sp 72, e sarà realizzato con una pendenza contenuta: non puo superare il 4% - aggiunge il vicepresidente della Provincia - proprio per consentire l’accessibilità anche a carrozzine e utenti fragili».

«La scelta del sovrappasso – sottolinea - evita un punto di conflitto diretto con il traffico veicolare in un tratto già molto delicato della Statale 72 e della viabilità in uscita dalla 36».

La parte più spettacolare dell’opera sarà quella degli impalcati metallici, che devono ancora essere posati e che rappresentano il cuore strutturale della ciclopista. «Quel che farà vedere veramente come sarà la ciclopista sarà la posa degli impalcati - spiega Micheli - La struttura portante sarà in metallo, poi completata da ulteriori getti e finiture».

Sul piano territoriale, la nuova infrastruttura viene letta come un investimento che va oltre il semplice collegamento ciclabile. «Vuol dire teoricamente che potresti non prendere la macchina per andare a Lecco - osserva Micheli - Ma soprattutto significa offrire una nuova porta d’accesso al lago, più sicura e più attrattiva, per residenti e visitatori».

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