Lecco, il Consiglio di Stato dà ragione al Comune sull’area Mab

Respinto il ricorso del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Palazzo Bovara non dovrà pagare un canone annuo di 171 mila euro.

Lecco

Dopo dieci anni di dibattito si chiude a favore del Comune di Lecco la complessa vicenda della cosiddetta “area mab”. Il Consiglio di stato ha infatti respinto l’ultimo ricorso del Ministero dell’economia e delle finanze contro l’ordinanza con cui il Tar lo scorso marzo aveva invalidato il decreto del Mef che condannava palazzo Bovara ad un “debito a vita” di oltre 171 mila euro annui sotto forma di riduzione dei trasferimenti statali. Tutto nasce nel 2015, ai tempi della seconda amministrazione di Virginio Brivio, quando il comune di Lecco, sfruttando una legge sul federalismo demaniale, aveva deciso di acquisire a titolo non oneroso dal demanio un’area di 9mila metri per poi rivenderla all’asta per 2.1 milioni all’industria Metallurgica Alta Brianza che già occupava quell’area con un capannone.

Tra i due passaggi erano passati pochi mesi: l’acquisizione dal demanio è del dicembre 2015 mentre la vendita alla Mab è dell’aprile 2016. Il 75% di quei 2.1 milioni era stato incassato dal Comune mentre il 25% era stato versato sempre al demanio. Nel marzo 2023 la giunta di Mauro Gattinoni aveva annunciato l’esistenza di un presunto “debito a vita” con il demanio. In altre parole, lo Stato chiedeva al Comune per quell’area un canone annuo perpetuo da 171.606 euro, sotto forma di riduzione dei trasferimenti statali, in base ad un’interpretazione della norma diversa da quella di palazzo Bovara e di tanti altri comuni italiani.

Si era così innescata una complessa discussione giuridica, tra «impugnazioni al tribunale di Lourdes» e forti dissidi all’interno del centrosinistra tra i membri dell’ex giunta Brivio, a partire dall’ex assessore Corrado Valsecchi passato all’opposizione, e gli esponenti dell’amministrazione Gattinoni. L’acceso dibattito si è trascinato per due anni, fino alla sentenza di marzo con cui i giudici del Tar avevano stabilito che la contestazione del Mef è valida solo per il periodo tra la data in cui il Comune ha acquisito il bene a titolo gratuito e la data della sua alienazione, cioè pochi mesi.

Una sentenza contro cui l’Avvocatura generale dello stato, per conto del Ministero, aveva presentato ricorso lo scorso 26 maggio. Ricorso respinto dal Consiglio di stato, il quale ha confermato integralmente la decisione del Tar. «Con la sentenza odierna, - commenta il sindaco Mauro Gattinoni - il Consiglio di Stato ha ribadito la correttezza dell’operato dell’amministrazione comunale di Lecco e ha respinto integralmente l’appello del Ministero dell’Economia e delle Finanze, disponendo altresì la compensazione delle spese di giudizio tra le parti, in considerazione della difficoltà e novità delle questioni trattate. Si chiude così con soddisfazione un tema di grandissima delicatezza: abbiamo difeso le ragioni del Comune fino al massimo grado di giudizio a garanzia delle risorse dei cittadini lecchesi. Un ringraziamento alla nostra Avvocatura che ha affrontato un tema di una complessità senza precedenti a beneficio dei lecchesi».

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