Lecco, il Quarto ponte divide ancora: è scontro tra i sindaci

A due mesi e mezzo dall’apertura, l’opera è al centro di polemiche. Gattinoni critica, De Capitani e Micheli replicano. In arrivo uno studio per valutare l’impatto sul traffico locale

Lecco

Nonostante siano passati solo due mesi e mezzo dall’apertura, non ci siano per ora analisi sui flussi di traffico e non sia nemmeno stata terminata la segnaletica, il quarto ponte continua a far discutere.

«Che fosse un ponte inutile per la città di Lecco era già scritto nelle carte» – ha spiegato il sindaco di Lecco Mauro Gattinoni durante un’intervista ad Unica Tv – «Hanno speso 35 milioni di euro per una corsia solo in ingresso e non in uscita, quindi va da sé che questo ponte non risolva affatto ancora le problematiche di Lecco. Detto ciò, come sindaci del circondario lecchese, quindi da Pescate a Civate, da Galbiate a Lecco compreso, abbiamo chiesto alla Provincia di condurre uno studio di viabilità per capire se effettivamente i flussi di traffico si siano modificati, quali siano i periodi, gli orari della giornata dove c’è maggiore intensità. In realtà parrebbe che ci sia stato un aumento di transito sul versante occidentale del lago. Tuttavia, quanto abbia influito realmente il quarto ponte ancora non si sa. Prima di esprimermi io aspetto come sempre i numeri, il colpo d’occhio però mi sembra abbastanza impietoso al momento».

L’incarico per effettuare lo studio del traffico al momento non è ancora stato affidato. Le parole del primo cittadino lecchese hanno suscitato l’immediata replica di Dante De Capitani. «Continuare a dire che il quarto ponte è inutile – replica il sindaco di Pescate – è una provocazione. È vero che le code a Pescate non sono sparite, ma il traffico adesso fluidifica molto meglio. Il nuovo ponte è aperto da poco più di due mesi e ancora la segnaletica non è finita. Diamo tempo di far conoscere l’alternativa. E poi cosa si vuole dalla nostra corsia? Che risolva i problemi della viabilità lecchese e compensi la riduzione viabilistica del ponte Vecchio e del ponte Kennedy?».

Secondo Mattia Micheli le dichiarazioni di Gattinoni sono «controproducenti anche per le prossime opere pubbliche che dovranno essere realizzate sul territorio». «Lo studio dei volumi del traffico – aggiunge il vicepresidente della Provincia di Lecco – è stato proposto dalla Provincia insieme ai comuni del circondario al fine di favorire una maggiore valutazione su quali siano le opere necessarie per far sì che tutti gli attraversamenti dell’Adda siano il più percorribili e fluidi possibile.

Oltre al ponte Manzoni, ci sarà un focus sul ponte Kennedy, ora diventato a due corsie. Stiamo aspettando dal Comune di Lecco una quantificazione delle risorse necessarie per poter farlo tornare a tre corsie. C’è già sia la nostra disponibilità sia di Anas ad un’eventuale compartecipazione della spesa».

In questo quadro da Anas arriva la conferma che entro fine giugno da un lato sarà completato il ripristino delle due aree di cantiere sulle due sponde dell’Adda e dall’altro sarà installato il nuovo pannello a messaggio variabile sul ponte Manzoni in direzione sud, in sostituzione di quello danneggiato due anni fa da un camion.

«Mi sembra prematuro fare valutazioni sull’utilità del quarto ponte – conclude Piergiovanni Montanelli, sindaco di Galbiate nonché presidente della Conferenza dei sindaci del lecchese – anche perché manca una parte di segnaletica. In generale, i sindaci del circondario si sono trovati su iniziativa della Provincia, la quale ha proposto, prima di prendere decisioni, di portare avanti uno studio del traffico con una prospettiva più ampia rispetto al quarto ponte. Spesso il sindaco di Lecco ragiona pensando solo ai cittadini di Lecco. Non può non fare i conti con un confronto assiduo anche con i sindaci del circondario».

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