Lecco, il sindaco Boscagli: «Non dobbiamo essere ostaggio della paura»

Dopo la diffusione di messaggi allarmistici su presunte violenze e devastazioni a Lecco, il sindaco invita a non cedere al panico. Il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica ha confermato controlli rafforzati sul territorio. «I luoghi a cui teniamo, scuole, negozi e istituzioni, vanno difesi anche con la nostra presenza», è l’appello del primo cittadino

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Lecco

Le immagini degli scontri avvenuti a Milano e Torino hanno alimentato preoccupazione anche nel Lecchese, dove nelle ultime ore si sono diffuse sui social e nelle chat numerose segnalazioni relative a presunte violenze e devastazioni. Un clima di allarme che ha spinto il sindaco di Lecco a intervenire, invitando i cittadini a mantenere la necessaria prudenza senza lasciarsi sopraffare dalla paura.

Nel pomeriggio di ieri, intanto, i responsabili della sicurezza si sono riuniti al tavolo del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Al termine dell’incontro è stato confermato per questi giorni «un attento monitoraggio sul territorio lecchese a tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica», con una presenza rafforzata delle forze dell’ordine nelle strade della città.

È proprio partendo da questi elementi che il primo cittadino ha voluto rivolgersi alle persone che gli hanno scritto nelle ultime ore, condividendo le proprie preoccupazioni. «In queste ore sta girando ogni tipo di messaggio in merito a violenze e devastazioni, completamente falsi arrivando agli incredibili stupri di massa, o un pacifico Vial Turati in fiamme..., nati da alcuni messaggi social diventati facilmente virali in seguito agli eventi (quelli si veri) di Milano e Torino», scrive il sindaco.

«Da una legittima preoccupazione per le immagini viste, l’idea che questo avvenga a Lecco ha generato una psicosi ed un panico oggi difficilmente giustificabile», prosegue, distinguendo la comprensibile inquietudine suscitata dagli episodi realmente accaduti dalla diffusione di notizie non verificate sulla città.

Il Comitato per la sicurezza ha comunque confermato l’attenzione delle istituzioni. «I responsabili della sicurezza in città (Prefetto, Questura, Carabinieri, Guardia di Finanza….) si sono riuniti al tavolo del Comitato di Pubblica Sicurezza confermando per i prossimi giorni “un attento monitoraggio sul territorio lecchese a tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica”, cioè una presenza maggiore anche numericamente nelle strade della nostra città», riferisce il sindaco.

Una misura che, nelle parole del primo cittadino, restituisce la dimensione concreta dell’impegno richiesto alle forze dell’ordine, ma che richiama anche il tema della responsabilità educativa e sociale. «Di per sé è già doloroso dover constatare l’impegno e l’impiego di forze dell’ordine per monitorare la pericolosità sociale di gruppi di ragazzini», osserva.

«Se succedesse realmente qualcosa, questi giustamente pagheranno i reati di cui si macchieranno, ma anche questo è responsabilità di Forze dell’Ordine e Magistratura. Ed è anche giusto pretendere che ognuno di noi possa vivere sereno senza preoccuparsi della propria incolumità», aggiunge.

Il punto centrale del messaggio riguarda però il rischio che la paura finisca per condizionare la vita quotidiana, inducendo le persone a rinunciare alle proprie abitudini e i genitori a tenere i figli lontani dai luoghi di aggregazione. «Quello che invece non è in ogni caso accettabile è l’essere ostaggio della paura in casa propria, e di fronte alla paura pensare che sia giusto smettere di vivere o non far vivere i nostri figli», afferma il sindaco.

Un richiamo che si inserisce in un contesto che il primo cittadino definisce di «emergenza educativa». «Il peggior messaggio che si possa dare in un contesto di emergenza educativa è l’ammissione che ci sia qualsivoglia forma di violenza e sopruso che venga prima dell’opportunità di andare a scuola, di trovarsi con gli amici, di girare liberamente».

L’invito a non cedere al panico, precisa il sindaco, non significa ignorare i rischi né rinunciare alla prudenza. «Questo non vuol dire non avere la giusta prudenza in base alle diverse situazioni e posti in cui ci troviamo – o eventualmente da evitare – e nemmeno pensare che non ci possano essere realmente episodi di violenza».

La risposta, tuttavia, deve essere anche collettiva. «Ma è evidente, con la certezza di avere al proprio fianco una intera comunità, che i luoghi a cui teniamo (scuole, negozi, e soprattutto Istituzioni) e dove si svolgono le nostre vite vanno difesi, anche con solo con la propria presenza», scrive ancora.

A conclusione del messaggio, il sindaco sceglie di dare un segnale concreto, annunciando che continuerà a svolgere regolarmente la propria attività in città. «Io domani (oggi per chi legge) alle 7.45 sarò in ufficio, tra Piazza Stazione Via Cavour e le Piazze del Centro, così come gli assessori saranno nei loro uffici, certi di essere dove dobbiamo essere».

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