Cronaca / Lecco città
Mercoledì 20 Maggio 2026
Lecco: inaugurati nuovi stabili Aler in legno, risparmio energetico del 90%
Taglio del nastro nel rione di Belledo degli alloggi Aler realizzati con strutture innovative in legno: risparmio energetico del 90% . Gli appartamenti, di classe A, offriranno bollette più leggere agli inquilini.
Lettura 2 min.Lecco
«A Lecco abbiamo fatto interventi manutentivi alle case Aler per 500mila euro nel 2025. Per cui se qualcuno ci “rimprovera”, non ha proprio di che lamentarsi». La frase è di Corrado Zambelli, presidente Aler Bergamo-Lecco-Sondrio, a latere dell’inaugurazione dei nuovi stabili di edilizia popolare a Belledo, in via Turbada. E il riferimento, a nostra precisa domanda, era al sindaco Mauro Gattinoni che aveva dichiarato che le manutenzioni degli stabili comunali affidati ad Aler non sono al top e che, se sarà rieletto, di questo terrà conto per continuare o rompere l’accordo con l’agenzia regionale.
(Foto di Marcello Villani)
Ma, fuor di polemica, dell’intervento edilizio in via Turbada, tutto Aler, si può essere solo contenti. Inaugurati infatti, alla presenza dell’assessore regionale alla Casa Paolo Franco, dei consiglieri regionali lecchesi Gianmario Fragomeli (Pd) e Giacomo Zamperini (Fdi), oltre che del sottosegretario alla Presidenza Mauro Piazza (Lega) e del sindaco Mauro Gattinoni, i nuovi appartamenti in quelle che, una volta, erano vecchissime, e degradate, case Aler. Nel 2022 il progetto, nel 2023 i lavori e ora l’inaugurazione di un edificio innovativo e sostenibile con tutta la struttura in legno, realizzata totalmente con pannelli strutturali in legno proveniente da boschi a piantumazione regolata. «Non è una scelta estetica – ha affermato Zambelli - ma dovuta a una migliore resistenza agli eventi sismici, alla sua resistenza nel tempo e a un cantiere più rapido. Infatti, dalla quota di campagna all’ultimo solaio, i cittadini che vivono vicino hanno visto che in due mesi siamo arrivati alla quota di copertura. E quindi è stato un cantiere estremamente rapido, funzionale, con pochi disagi per l’inquilinato che è stato spostato, ma anche per tutto il vicinato».
Tutte le pareti interne sono rivestite con cappotti con materassino di lana minerale, c’è un cappotto di lana di vetro di 18 centimetri, c’è un fotovoltaico sul tetto che permette di fornire energia pulita all’edificio e il risultato è un edificio che consuma indicativamente 30 kilowattora l’anno al metro quadro, un numero che può dire tanto o poco ai non addetti ai lavori, ma basti fare un confronto: quello precedente consumava 300 kilowatt l’anno al metro quadro, quindi siamo a un risparmio del 90%.
L’assessore regionale Franco, infatti, ha sottolineato come non solo gli inquilini che torneranno (non tutti), in via Turbada o che qui cominceranno a vivere, avranno bollette fino al 40-50 per cento più leggere, oltre ad appartamenti in classe A che potranno ricevere la certificazione CasaClima. Anche la distribuzione interna degli edifici e degli alloggi è stata studiata diversamente. Prima c’era una concezione degli anni Sessanta, quando questi palazzi erano stati costruiti, per la quale gli edifici erano standard, identici fra loro, tutti bilocali o trilocali. In via Turbada, invece, ci sono dieci alloggi per persone singole, dieci per coppie, cinque per nuclei familiari con tre persone e cinque con nuclei familiari per quattro persone. «Questo vuol dire – ha concluso Zambelli - che siamo stati anche attenti alle esigenze dell’inquilinato, non solo una costruzione avulsa dal terreno, ma che vuole anche entrare nel tessuto urbano e quindi far fronte alle esigenze diverse per evitare di avere il minor numero di sfitti e cercare di occuparli tutti nell’ambito di un progetto di rigenerazione urbana che possa portare valore anche al quartiere».
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