Lecco: la Parrocchia San Francesco avvia il Giubileo Francescano

Il calendario prevede incontri, proiezioni e una mostra nel chiostro dei Cappuccini fino all’8 novembre

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Lecco

Un percorso fatto di incontri, celebrazioni, testimonianze, cinema e momenti di solidarietà. È quello che propone la Parrocchia San Francesco (dei frati minori cappuccini) nel rione di Santo Stefano a Lecco, che nelle prossime settimane ospiterà una serie di appuntamenti dedicati al Giubileo Francescano, un’occasione per riscoprire la figura di San Francesco e il significato del suo messaggio a 800 anni dalla sua morte.

Il programma si è aperto venerdì sera alle 20.45, all’oratorio, con il Giubileo Francescano Cittadino, alla presenza dell’arcivescovo monsignor Mario Delpini. Ma questo è stato solo il primo momento di un calendario articolato che accompagnerà la comunità fino ai primi giorni di novembre.

Sabato 26 settembre alle 21, nella chiesa dei cappuccini, sarà proposta una meditazione dedicata al santo di Assisi. Un momento pensato per fermarsi e riflettere, entrando nel cuore della spiritualità francescana. Il calendario proseguirà sabato 3 ottobre, alle 20.45 in chiesa, con la celebrazione del Transito di San Francesco, mentre domenica 4 ottobre alle 15.30, al Cenacolo Francescano, sarà possibile assistere alla proiezione di “Francesco”, il film di Liliana Cavani del 1989 dedicato alla vita del santo. La proposta del Giubileo guarda anche a temi di attualità. Sabato 10 ottobre alle 21, al Cenacolo Francescano, è in programma l’incontro “Una Terra Santa e ferita”, con la testimonianza di padre Ibrahim Alsabagh. Domenica 11 ottobre, dopo le messe, nel piazzale della parrocchia, sarà invece possibile partecipare all’iniziativa “Olio per Aleppo”, una vendita di solidarietà.

Il percorso riprenderà sabato 24 ottobre alle 21, ancora al Cenacolo Francescano, con «Francesco, una gioia che non passa”, incontro con don Marco Rapetti. Sabato 31 ottobre, alle 21, sarà invece la volta di “San Francesco il Poeta”, una narrazione musicale ospitata al Cenacolo Francescano. A chiudere il programma sarà una mostra che si svilupperà dal 31 ottobre all’8 novembre, nel chiostro del monastero dei frati cappuccini della parrocchia. Il titolo è “Io, frate Francesco – 800 anni di una grande avventura».

Per padre Vitale, parroco di San Francesco, d’altronde, anche la morte del santo fu emblematica. «A ridosso degli ultimi giorni di vita – scrive padre Vitale in una delle sue ultime omelie su San Francesco - chiese ai frati di inviare una lettera a donna Jacopa dei Settesogli affinché, oltre alla sua amicizia, gli portasse una tonaca nuova per il funerale e anche “un po’ di quel dolce che era solito prepararmi quando soggiornavo a Roma». Per essa, che era arrivata da Roma per suggerimento divino, portando tutto quello che Francesco aveva desiderato, non valeva la clausura e, su desiderio di Francesco, fu introdotta subito dall’uomo di Dio: «Così ella entrò dal beato Francesco, versando davanti a lui molte lacrime». Il desiderio della sua presenza e dei suoi dolcetti, da lei preparati il giorno dopo, costituiscono gli ultimi atti registrati dalla Compilazione di questo morire umano; di un morire in cui Francesco accetta di essere uomo con il bisogno di consolazione e di vicinanza, di amicizia e di tenerezza. È in questo contesto di umanità semplice, fatta di gesti di prossimità per sostenere la fragilità di un uomo morente, che Francesco si incontra con Dio: «E avvenne come piacque a Dio, che, proprio nella settimana che donna Jacopa era arrivata, il beato Francesco migrò».

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