Lecco, minacce e violenze in stazione e sui treni. Tassisti: «Più controlli»

Sicurezza Domenica pomeriggio un uomo è stato ferito con un coltello mentre viaggiava da Mandello a Lecco. Pierluigi Triboli: «Più pattuglie anche alla domenica»

Il ferimento di un 57enne italiano a opera di un trentenne marocchino, con l’arresto di quest’ultimo da parte della Polizia di Stato, è l’ultimo episodio di una catena di aggressioni, più o meno gravi, che non si limitano all’ambito dei giovani di seconda generazione ma coinvolgono oramai anche viaggiatori e passanti.

«Non si confonda il disagio giovanile con la delinquenza Sono persone violente»

Oltre che ferrovieri, lavoratori del comparto o tassisti, come successo venerdì 9 gennaio scorso.

Rabbia

«Altro che inutili allarmismi – spiega Pierluigi Triboli presidente del Consorzio Tassisti Lecchesi -. L’episodio di domenica è la dimostrazione di quanto avevamo denunciato: l’aggressione a un collega non è stata un fatto isolato. Io ho parlato con dei colleghi stamattina (ieri per chi legge, n.d.r.) e mi hanno raccontato che il signore di 57 anni aveva tagli sulle braccia e sui polsi. Non gli avrebbe affondato la lama nel corpo, ma l’ha affrontato ferendolo superficialmente in più punti. Era coperto di sangue. La situazione è tutt’altro che tranquilla».

Zamperini (Fratelli d’Italia) chiede più sicurezza in città

Per fortuna qualcosa si sta muovendo sul piano dei controlli: «I controlli di questi giorni ben vengano: più si controlla, meno succedono cose del genere. Ma non si può abbassare la guardia». Per Triboli l’esempio lampante è quello di ieri e la reazione che c’è stata dopo. «Sui treni e sui taxi viaggiano tutti: i nostri figli, le nostre mogli, i nostri parenti. E la sicurezza è affare di tutti. Tra l’altro sembra che non ci siano controlli di domenica, non ordinari, quantomeno delle forze dell’ordine sui treni... Sarebbe grave, ma ci riserviamo di approfondire. Speriamo non sia così».

Reazione

Di contro, il consorzio dei tassisti lecchesi ha visto arrivare in questa settimana un numero considerevole di agenti delle Forze dell’Ordine a Lecco. E, guarda caso, sono diminuiti gli episodi di “maleducazione”.

Quello di domenica è successo tra Mandello e Lecco ed è stato fermato a Lecco: «Domenica– spiega il presidente del consorzio - le pattuglie erano state già chiamate dalla gente che telefonava dal treno per spiegare cosa stesse succedendo e, infatti, i poliziotti e Carabinieri sono arrivati subito in stazione. Tanto che l’hanno arrestato davanti agli occhi dei nostri colleghi. E anche in settimana si è vista più Polizia, Finanza e Carabinieri. Anche a squadre di due, appiedati. Sarà stata la loro presenza, ma di episodi eclatanti non ne sono più successi in stazione a Lecco da quando controllano».

E Giacomo Zamperini, consigliere regionale di Fratelli d’Italia che aveva appena incontrato i tassisti dopo l’episodio di venerdì di dieci giorni or sono, non le manda a dire: «La stazione di Lecco è ormai una zona che non garantisce più le minime condizioni di sicurezza ed è sempre più spesso teatro di episodi di violenza, spesso messi in atto da bande giovanili di origine straniera. È evidente che non possiamo limitarci a intervenire solo dopo che qualcuno è stato aggredito o ferito, nonostante i precedenti. Cosa ci faceva questo maranza a piede libero?».

E ancora: «Non possiamo più accettare aggressioni, vetrine spaccate, porfidi e sampietrini lanciati in pieno centro – prosegue Giacomo Zamperini - Non si può continuare a confondere il disagio giovanile con la delinquenza. Qui non siamo davanti a ragazzi in difficoltà, ma a persone che rubano, aggrediscono e seminano violenza».

Il consigliere regionale meloniano Zamperini torna infine a chiedere l’intervento dell’Esercito e pone una domanda che tanti si pongono: «Com’è possibile che lo stesso soggetto che pochi giorni fa aveva lanciato pietre e ferito un tassista fosse ancora lasciato libero di delinquere? La sicurezza dei cittadini e dei lavoratori deve tornare ad essere una priorità in questa città».

© RIPRODUZIONE RISERVATA