Lecco, neonata resta chiusa nell’auto: salvata da un’agente fuori servizio

Paura fuori dall’ospedale: una bimba di tre giorni intrappolata nell’abitacolo. Decisivo l’intervento di un’ufficiale della polizia locale che ha dato l’allarme e assistito i genitori fino all’arrivo dei soccorsi.

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Lecco

Momenti di grande apprensione nel pomeriggio di ieri nei pressi dell’ospedale di Lecco, dove una neonata di appena tre giorni è rimasta accidentalmente chiusa all’interno dell’auto di famiglia. Decisivo l’intervento di un’ufficiale della polizia locale, libera dal servizio, che ha allertato i soccorsi e assistito i genitori fino all’arrivo dei vigili del fuoco.

L’episodio si è verificato intorno alle 16. Il padre della bambina, appena uscito dall’ospedale insieme alla moglie e alla figlia, aveva sistemato la piccola nell’ovetto all’interno dell’auto e aveva poi iniziato a caricare i bagagli nel portellone posteriore. Una volta richiuso il bagagliaio, però, è scattata improvvisamente la chiusura centralizzata, con le chiavi rimaste all’interno dell’abitacolo.

Preso dal panico, l’uomo ha chiesto aiuto. A notarlo è stata un’ufficiale della polizia locale di Lecco che si trovava nelle vicinanze per motivi personali. La donna ha immediatamente contattato la centrale operativa e, nel frattempo, ha cercato di tranquillizzare i due genitori, visibilmente sotto choc.

Sul posto sono intervenuti una pattuglia della polizia locale, i vigili del fuoco e un’ambulanza. I pompieri hanno liberato rapidamente la bambina rompendo un deflettore del veicolo. La piccola è stata quindi accompagnata in ospedale per accertamenti, che hanno escluso conseguenze: le sue condizioni sono buone.

«Una storia a lieto fine – ha commentato il comandante della polizia locale, Luigi Dioguardi – resa possibile dalla tempestività con cui la nostra ufficiale ha gestito la situazione con professionalità e delicatezza. Si è trovata al posto giusto nel momento giusto».

Per l’intervento sono arrivati anche i complimenti del consigliere regionale Giacomo Zamperini, che ha definito quello dell’ufficiale «un gesto eroico».

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