Lecco, uno sportello per il lavoro dentro il carcere di Pescarenico

Provincia e casa circondariale verso un protocollo triennale per favorire orientamento e reinserimento dei detenuti. Pasquini: «Il lavoro è uno degli strumenti più concreti per restituire dignità, responsabilità e autonomia».

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Lecco

La Provincia di Lecco e la casa circondariale di Pescarenico a breve stipuleranno un protocollo d’intesa per la creazione di uno sportello di orientamento al lavoro all’interno dell’istituto penitenziario di Pescarenico. “Questo provvedimento – commenta Antonio Pasquini, consigliere provinciale delegato e alla formazione professionale - nasce da una convinzione precisa: la pena deve avere una prospettiva di recupero e di reinserimento, e il lavoro rappresenta uno degli strumenti più concreti per restituire dignità, responsabilità e autonomia alle persone detenute. Come Provincia vogliamo contribuire a costruire un ponte tra il carcere e la comunità, perché il reinserimento sociale non può iniziare dopo la pena, ma deve essere preparato durante il percorso detentivo. Lo sportello di orientamento al lavoro va proprio in questa direzione: offrire strumenti, competenze e opportunità concrete per guardare al futuro. È una scelta che parla di sicurezza e responsabilità: favorire il reinserimento significa anche ridurre il rischio di recidiva e rafforzare la coesione della nostra comunità. La prospettiva è quindi quella di un carcere capace di costruire relazioni e seconde opportunità. Recuperare una persona significa restituire valore alla persona stessa e, allo stesso tempo, alla società nella quale tornerà a vivere”. Da un lato villa Locatelli si impegna a garantire personale qualificato per questo nuovo sportello, a coordinare le attività di orientamento e assicurare il rispetto della dignità e della privacy dei detenuti. Dall’altro lato la casa circondariale diretta da Luisa Mattina si impegna a mettere a disposizione degli spazi idonei per lo sportello, facilitare il coinvolgimento dei detenuti e supportare la valutazione del bisogno dei soggetti presi in carico. Lo sportello di orientamento al lavoro per i detenuti verrà organizzato con cadenza bimestrale oppure a seguito di specifica richiesta da parte della casa circondariale. Accanto alle attività offerte dallo sportello, tra cui la presentazione del mercato del lavoro territoriale e la redazione del bilancio delle competenze, verranno organizzati incontri formativi specifici per i detenuti su come affrontare un colloquio di lavoro o su stesura e aggiornamento di un curriculum vitae. Tra gli obiettivi del protocollo d’intesa, che avrà durata triennale, c’è anche quello di “promuovere nella comunità locale una maggiore consapevolezza sui temi dell’esecuzione penale, del reinserimento sociale delle persone detenute, della resilienza e del valore delle seconde opportunità quali elementi fondamentali per la costruzione di una società più inclusiva, coesa e sicura”. Per questo verranno organizzate anche delle iniziative di sensibilizzazione “rivolte alla cittadinanza, e in particolare ai giovani, volte a favorire una conoscenza più approfondita della realtà carceraria, delle opportunità di recupero e dei percorsi di reinserimento sociale promossi dalle istituzioni”.

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