Lecco, stop allo sport park nel vecchio centro raccolta

La conferenza dei servizi ha bloccato il progetto. Resta confermato il finanziamento di Cariplo per la riqualificazione dell’area del torrente Bione

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Lecco

L’area del vecchio centro di raccolta di Lecco non diventerà uno sport park a disposizione dei cittadini. Ad imporre un brusco stop all’idea sviluppata dalla vecchia giunta di Mauro Gattinoni è stata la conferenza dei servizi e, in particolare, i pareri rilasciati da Provincia di Lecco e Anas.

Secondo la commissione paesaggio di villa Locatelli, uno sport park di oltre 4300 metri quadri, con tanto di pavimento in resina e parete di arrampicata, avrebbe determinato “un effetto di marcata intrusività percettiva”.

Anas, invece, ha ribadito la necessità di garantire “permanente accessibilità” alle aree che stanno sotto al cavalcavia e alle rampe della statale 36, di modo da consentire le attività di “sorveglianza, ispezione, monitoraggio e manutenzione” richieste da una normativa divenuta più stringente dopo il crollo del ponte Morandi di Genova nel 2018. Un parere, quest’ultimo, che pone un ostacolo non di poco conto su qualsiasi ipotesi di riqualificazione dell’area del torrente Bione compresa tra il centro sportivo e via Masaccio.

Lo scenario immaginato dalla vecchia amministrazione prevede innanzitutto la rinaturalizzazione delle sponde del torrente con la rottura di 180 metri di origini, la messa a dimora di 36 nuove piante e la creazione di percorsi pedonali. Questo intervento è stato progettato dallo studio Land, vale 926mila 800 euro ed è finanziato con un contributo di 800mila euro di Fondazione Cariplo nell’ambito del bando Strategia Clima e con risorse proprie del Comune per 126mila 800 euro. Lo sport park rientrava invece in una seconda progettualità, relativa all’area adiacente all’alveo del torrente e candidata alla 4a Call dell’European Urban Initiative – Innovative Actions della Commissione europea. Quest’intervento è stato sviluppato in partnership con Politecnico di Milano, Anci Lombardia, Land Italia e parco Adda Nord e vale complessivamente 2 milioni 161 mila euro.

Non è dato sapere al momento se il cofinanziamento da 1 milione 700mila euro sarà riconosciuto, poiché è ancora in corso la fase due del bando. Il progetto prevede da un lato lo sport park, che avrebbe dovuto includere anche alcuni totem per il monitoraggio del clima nell’area simili a quelli che verranno installati nel parco vicino alla Piccola, e dall’altro l’inserimento lungo l’argine del torrente Bione di una vasca di laminazione e di una rete di sensori per l’analisi degli aspetti idrogeologici identica a quella che verrà installata lungo il Caldone a Bonacina.

«Il contributo accordatoci da Fondazione Cariplo per il progetto di riqualificazione fluviale risulta confermato – precisa l’assessore all’ambiente Simone Brigatti –. Sarà tuttavia necessario individuare e prevedere, in sinergia con gli uffici e gli assessorati all’urbanistica e ai lavori pubblici, un’alternativa allo sport-park, da inserire in entrambe le progettualità, così da ottenere un definitivo via libera della conferenza di servizi e concludere i lavori. Intendiamo portare a compimento gli interventi previsti da tutte le progettualità messe a terra nell’area del Bione, per una riqualificazione ambientale complessiva dello spazio interessato dal cantiere di realizzazione del quarto ponte e delle zone limitrofe».

Oltre che tenere conto degli obblighi fissati da Anas, ogni modifica al progetto dovrà avere uno sguardo di lungo termine: dall’altra parte rispetto al vecchio centro di raccolta c’è un’enorme area, quella del depuratore, che potrebbe a sua volta liberarsi tra alcuni anni, nel momento in cui sarà portato a compimento il progetto per il nuovo depuratore nell’ex cava Mossini a Galbiate.

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