Lecco tra industria e turismo: la sfida è crescere senza perdere identità

Al centro dell’incontro promosso da Azione il futuro economico della città: da un lato la vocazione manifatturiera da difendere, dall’altro lo sviluppo turistico da governare per evitare squilibri e fenomeni di overtourism. Tra le priorità, attrarre investimenti, migliorare l’offerta ricettiva e mantenere un equilibrio tra crescita e qualità della vita

Lecco

Il futuro economico di Lecco tra industria e turismo è stato al centro dell’incontro promosso da Azione Lecco e tenutosi martedì sera in Sala Efes di via Achille Grandi. L’appuntamento aveva l’obiettivo di aprire un confronto concreto su una delle grandi sfide che sta attraversando la nostra città: come sostenere il rilancio industriale che caratterizza la storia e il tessuto produttivo di Lecco e come fare fronte al crescente sviluppo turistico, per rendere Lecco una città sempre più dinamica, attrattiva e accogliente.

Ne hanno parlato: Marco Campanari, presidente di Confindustria Lecco e Sondrio; Fabio Dadati, componente della Giunta camerale della Camera di Commercio Como e Lecco, con delega a turismo e cultura; Diego Paolo Friz, docente di Gestione aziendale all’Università degli Studi di Milano e referente regionale per l’industria di Azione. Moderatore del confronto è stato l’imprenditore Giuseppe Colombo.

In sede introduttiva ha preso la parola Mauro Fumagalli, candidato sindaco per Azione Lecco: «Prosegue il nostro impegno che è quello innanzitutto di ascoltare e confrontarci. Si vuole costruire una consapevolezza condivisa per il futuro della città, partendo dal dialogo tra istituzioni, imprese e cittadini. Tutti noi abbiamo il compito di preservare la nostra storia e rafforzarla senza snaturarla».

Marco Campanari ha affrontato il capitolo relativo alla situazione dell’industria nel nostro territorio: «Stiamo vivendo tempi molto turbolenti e per questo diventa ancora più importante capire come progettarsi e riprogettarsi per andare verso il futuro. Noi lecchesi veniamo dalla cultura del lavoro che ci caratterizza da sempre. È un modo profondo di essere che rivela anche un grande senso di responsabilità. Questo atteggiamento fa sì che ancora oggi Lecco e la sua provincia abbiano una forte vocazione manifatturiera».

Nell’affrontare la crescita turistica che caratterizza la nostra città, Fabio Dadati ha esordito con un’affermazione singolare: «Non vorrei che Lecco nella sua crescita turistica diventi come Como, in cui il fenomeno dell’overtourism sta creando grossi problemi». C’è bisogno di una crescita equilibrata che ancora non c’è: «Nella nostra città il 90% dei posti letto è offerto dagli affitti brevi (a Como il 65%) e questa è una distorsione che provoca anche un problema sociale: la sparizione delle case in affitto nei centri storici. Ci vogliono poi alberghi di qualità che ci permettano di dialogare con i tour operator».

Il professor Friz ha analizzato i temi macroeconomici per poi evidenziarne i riflessi a livello locale: «Il problema dell’economia italiana è la prevalenza, in termini numerici, delle medie imprese. Queste vanno protette, ma è necessario importare finanziamenti esteri. Compito della politica locale è non perdere queste opportunità». Friz ha parlato anche del turismo e della grande occasione che oggi ha il brand lago di Como: «È opportuno “andare a caccia” degli americani o dei turisti disposti a spendere. È una priorità fondamentale che deve anche considerare la possibilità di finanziamenti esteri, l’importante è che la proprietà resti locale».

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