Cronaca / Lecco città
Domenica 19 Luglio 2026
Lorenzo Mazzoleni: a trent’anni dalla morte spunta un video inedito
Le immagini saranno proiettate venerdì 25 luglio ai Piani resinelli in una serata per ricordare il ragno scomparso nel 1996 sul K2
Lettura 1 min.Lecco
Un nome, una storia, una vetta che non smette di chiamare. Ai Resinelli torna Lorenzo Mazzoleni, trent’anni dopo quel giorno sul K2 che ha segnato l’alpinismo lecchese.
Venerdì 25 luglio alle 21, in piazza della Chiesa, va in scena “Lorenzo vive ancora”, serata a ingresso libero organizzata dall’Associazione Namaste di Bulciago e dagli Amici di Lorenzo. Sul palco Alberto Benini guiderà il racconto, tra immagini e ricordi. In programma un video inedito girato durante una spedizione, mentre dal 18 al 31 luglio sarà visitabile una mostra fotografica all’Info point dei Piani Resinelli. In caso di pioggia ci si sposta al centro servizi “Marco e Piero della Santa”.
Mazzoleni, per tutti “Aleghér”, era nato a Lecco nel 1966. Cresciuto tra le montagne di casa, aveva iniziato giovanissimo con il Cai Lecco, arrivando a 14 anni sul Gran Paradiso. Poi il salto tra i Ragni della Grignetta, vera fucina dell’alpinismo lecchese. Da lì una carriera bruciante: Patagonia, Himalaya, Cho Oyu, Everest e Aconcagua. A trent’anni era già tra i più promettenti della sua generazione.
Il 1996 è l’anno del K2. La spedizione dei Ragni, guidata da Agostino Da Polenza, celebra i 50 anni della prima italiana. Il 29 luglio Lorenzo arriva in vetta. Ma durante la discesa scompare nella zona del Collo di Bottiglia, uno dei passaggi più pericolosi. Le ipotesi parlano di una caduta, forse il cedimento di un ponte di neve. Il corpo non verrà mai ritrovato.
Negli anni, la sua storia è rimasta viva anche lontano da Lecco. L’associazione Amici di Lorenzo ha aperto un ambulatorio ad Askole, in Pakistan. Namaste, nata a Bulciago, ha costruito una scuola in Nepal. Segni concreti, oltre il ricordo.
E poi il 2024, quando una spedizione del Cai ritrova uno zaino Ferrino appartenuto a Lorenzo sul ghiacciaio del K2. Un dettaglio, ma capace di riportare tutto a galla.
Ai Resinelli, dove tanti lecchesi hanno mosso i primi passi in montagna, quella memoria torna a farsi presente. Non come nostalgia, ma come storia che continua a camminare — o meglio, a salire.
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