Cronaca / Lecco città
Martedì 03 Marzo 2026
Microcriminalità, paura anche all’Isolago. «Da noi una guardia giurata»
L’accoltellamento riaccende i timori. I commercianti chiedono maggiore presenza delle forze dell’ordine e più sostegno da parte del Comune per la sicurezza.
Lecco
Da tempo il centro città deve fare i conti con la microcriminalità, con episodi che a fasi alterne si inaspriscono.
Dopo che negli scorsi anni un gruppo di ragazzi teneva in scacco la zona tra via Volta e via Cavour, dopo che la situazione è in parte rientrata seppur non completamente, nella notte tra sabato e domenica l’accoltellamento in via Sassi. Notizia che ha subito riportato l’allarme.
Tra i commercianti di via Cavour e dell’Isolago qualche apprensione non manca, l’eventualità di essere coinvolti anche solo come spettatori in situazioni difficili e allo stesso tempo la paura di essere aggrediti all’ora di chiusura si percepisce, su tutto c’è poi il rischio che la clientela vada altrove.
«L’episodio tra sabato e domenica è stato in orario notturno quando noi siamo chiusi, e in una zona vicina alla stazione dove già si sono verificate situazioni complicate - dice Oscar Riva, presidente di Federmoda e storico commerciante di Kammi calzature all’Isolago -. Negli ultimi tempi in Isolago non ci sono stati problemi, abbiamo anche una guardia privata che gira, e le forze dell’ordine passano». Certo è che l’aggressione culminata con l’accoltellamento di un ragazzo che ieri è morto in ospedale, è un fatto decisamente grave.
«All’Isolago abbiamo la guardia che gira anche di notte, le forze dell’ordine presenti e la videosorveglianza che ci permette di stare un po’ tranquilli - spiega Alberto Bianchi di Capo Horn, negozio di abbigliamento sportivo -, certo è che gruppi di giovani che stazionano in giro ce ne sono. Noi come commercianti abbiamo un ruolo importante di presidio della zona, il sapere che ci siamo che c’è gente che gira tiene la situazione più tranquilla. Le lui delle vetrine sono un faro, certo è che lo Stato, il Comune, dovrebbe aiutare le attività commerciali a resistere, dovrebbero sostenerci. Ed il Comune dovrebbe avere un rapporto diretto con noi, dovrebbero passare e colloquiare con noi per avere maggiore polso della situazione».
In passato l’Isolago aveva pagato lo scotto di tante chiusure, poi la ripresa che ha portato nuovi negozi e un buon giro di presenze con tutte, o quasi, le vetrine illuminate.
A lui fa eco Cristian Caseri del negozio di abbigliamenti Caseri in via Cavour: «Di sera nella zona stazione c’è una situazione preoccupante, non sai che cosa potresti andare incontro, in via Cavour è ancora sotto controllo».
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