Multe stradali, Lecco incassa più di Sondrio

Nel 2025 Lecco registra 2,35 milioni di euro di sanzioni contro i 742 mila di Sondrio. Il dato pro capite evidenzia due modelli diversi di mobilità: pesano traffico, pendolari e dinamiche urbane differenti

I numeri, se presi sul serio, raccontano più di molte polemiche. E nel caso delle multe stradali in Lombardia, il confronto tra Lecco e Sondrio restituisce una fotografia piuttosto nitida di due territori che, pur vicini, si muovono su piani diversi.

Nel 2025 il Comune di Lecco ha incassato 2,35 milioni di euro da sanzioni al codice della strada, con una media di 50 euro pro capite. Sondrio si ferma invece a 742 mila euro, pari a 35 euro per abitante.

La differenza non è solo nei numeri assoluti, ma soprattutto nel posizionamento all’interno del contesto regionale. Lecco si colloca in una fascia intermedia: lontana dai picchi delle grandi città – Milano guida con 130 euro pro capite – ma comunque dentro una dinamica urbana fatta di traffico, spostamenti quotidiani e controlli diffusi. Sondrio, al contrario, resta stabilmente nella parte bassa della classifica lombarda, più vicina a realtà meno congestionate e con una pressione decisamente inferiore.

Il dato pro capite è quello che meglio chiarisce il quadro. Lecco, con i suoi 50 euro, si avvicina a centri come Monza o Pavia, pur restando sotto Como e Bergamo. Sondrio, con 35 euro, evidenzia invece una dimensione più contenuta, dove il peso delle sanzioni sul singolo cittadino è significativamente ridotto.

Non si tratta necessariamente di una questione di maggiore o minore severità. Più semplicemente, cambiano le condizioni di partenza: densità del traffico, presenza di pendolari, flussi turistici, struttura della viabilità. Dove questi fattori crescono, aumentano anche le occasioni di infrazione e quindi gli incassi.

In questo senso, Lecco appare sempre più inserita nel sistema delle città lombarde, con dinamiche simili – seppur su scala ridotta – a quelle dei centri maggiori. Sondrio, invece, mantiene un profilo più “leggero”, coerente con un territorio meno stressato dal punto di vista della mobilità.

Due modelli diversi, più che due classifiche. E numeri che, senza bisogno di interpretazioni forzate, raccontano già tutto.

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