Niente più telefoni muti nelle gallerie della 36 e della 38
Dopo il caso emerso per il camion che rischiava di andare a fuoco nella monte Piazzo, le istituzioni intervengono: ora in tutte le gallerie della super 36 e della 38 è possibile telefonare
Un’eredità che corre sotto terra, nelle gallerie che ogni giorno collegano la Valtellina al resto della Lombardia, e che nasce dall’urgenza delle Olimpiadi ma guarda molto più lontano. È questa la “legacy” forse meno visibile eppure più concreta emersa dalla conferenza stampa con il prefetto di Sondrio Anna Pavone e l’assessore regionale alla Montagna e agli Enti locali Massimo Sertori: la copertura delle comunicazioni telefoniche e radio lungo le statali 38 e 36, un nodo critico irrisolto da decenni e oggi finalmente avviato a soluzione. Una novità importantissima, soprattutto a pochi giorni dall’incidente del camion che ha rischiato di andare a fuoco nella Monte Piazzo a Colico.
«Quando parliamo di legacy olimpica – ha spiegato Sertori – parliamo di una parte materiale e di una parte immateriale. Quella materiale è fatta di investimenti su strade, ferrovie e impianti sportivi. Quella immateriale è la visibilità, la notorietà, ciò che possiamo far vedere al mondo della Lombardia, della montagna lombarda e quindi della Valtellina». In questo quadro, il lavoro preparatorio alle Olimpiadi ha imposto interventi fuori dall’ordinario. «Un evento straordinario come questo – ha aggiunto l’assessore – richiede un impegno straordinario, che coinvolge tutti: Comuni, Provincia, Regione, Stato e le sue articolazioni. Anche il lavoro delle forze dell’ordine, coordinato dal prefetto, è stato assolutamente fuori dall’ordinario».
Proprio da qui nasce una delle eredità più significative per il territorio. «C’è un problema che in Valtellina ci portiamo dietro da decenni – ha sottolineato Sertori – ed è la mancanza di collegamento e copertura nelle gallerie della 36 e della 38. Il prefetto si è fatto carico di un tavolo che ha lavorato per mesi e oggi possiamo parlare di un risultato, da valtellinese lo dico, assolutamente straordinario».
Il prefetto Pavone ha ricostruito il percorso che ha portato all’obiettivo. «Quando abbiamo iniziato a prepararci per le Olimpiadi – ha raccontato – analizzando tutte le criticità, una delle più rilevanti riguardava le comunicazioni, anche di emergenza, nelle gallerie della Valtellina e della Statale 36. Abbiamo iniziato a lavorarci un anno fa, a febbraio, con un tavolo che ha coinvolto Anas, Regione Lombardia e tutti gli operatori telefonici».
Il problema era duplice. «Mancava la copertura del segnale telefonico privato, quindi non si poteva usare il cellulare sotto le gallerie, e mancava la copertura radio del soccorso pubblico. Forze di polizia, vigili del fuoco e Areu non riuscivano a comunicare via radio: in caso di incidente era un vulnus enorme».
Oggi la situazione è radicalmente cambiata. «Tutte le gallerie della Statale 38, dalla tangenziale di Morbegno fino all’Alta Valle, sono coperte sia per la telefonia di tutti gli operatori sia per le comunicazioni radio del soccorso pubblico», ha spiegato Pavone. Un risultato che riguarda anche l’asse di accesso alla Valtellina. «Sulla Statale 36 la copertura del segnale telefonico è presente in tutte le gallerie, ad eccezione di Monte Piazzo e Dervio per due operatori, Vodafone e Wind Tre, che stanno ultimando gli ultimi interventi. Parliamo di una questione di giorni».
Resta invece un ultimo tassello per le comunicazioni di emergenza sulla 36. «La copertura radio per il soccorso pubblico in quelle gallerie non è ancora completata – ha precisato il prefetto – ma i lavori dovrebbero concludersi entro il 13 febbraio. Sulla 38, invece, la copertura è già garantita».
Per Sertori questo è l’esempio concreto di come un grande evento possa sbloccare situazioni ferme da anni. «Gli operatori telefonici non avevano convenienza economica a intervenire. Le Olimpiadi hanno creato le condizioni per mettere tutti allo stesso tavolo e superare questi blocchi». Un lavoro di squadra riconosciuto anche dallo stesso assessore. «Questa è un’eredità importantissima che lasciamo al territorio. E lasciatemi fare i complimenti personali al prefetto per il lavoro svolto».
Un ringraziamento ricambiato da Pavone. «Il risultato è stato possibile perché tutti hanno partecipato e collaborato. Anas, Regione, operatori: se anche uno solo fosse mancato, non ce l’avremmo fatta». Un’eredità che servirà durante le Olimpiadi, certo, ma soprattutto dopo. Perché la legacy, quella vera, è poter attraversare le gallerie della Valtellina sapendo che, in caso di bisogno, comunicare non sarà più un problema.
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