Nuovo Bione, critiche le società: «Palazzetto ignorato e spazi limitati»

Le società sportive che utilizzano il centro non convinte dalla proposta di ristrutturazione. «Dovrebbe essere la casa delle società sportive»

Lecco

Il primo set dell’ultima partita politica a cui è chiamata l’amministrazione Gattinoni prima del voto, quella relativa al futuro del centro sportivo Bione, è stato una debacle.

Lunedì sera in commissione le principali società sportive lecchesi hanno fortemente criticato il progetto per la riqualificazione complessiva del centro presentato dalla cordata di Intesa Costruzioni e In Sport.

Come ricordato dall’assessore allo sport Emanuele Torri, il cuore di questa proposta è la realizzazione di un nuovo impianto natatorio con tre vasche al primo piano.

Il palazzetto e l’attuale piscina, dismessa dopo l’apertura della nuova, non verrebbero toccati.

«Non so se ridere o piangere – ha esordito Antonio Tallarita, presidente della Basket Lecco – Il palazzetto doveva essere la prima necessità e invece è stato dimenticato. Abbiamo pensato ad un nuovo progetto per il Basket Lecco: siamo partiti da una nuova squadra in serie Dr1 ma vogliamo arrivare nelle serie nazionali dove c’è l’obbligo di avere palazzetti da 1200 posti. Abbiamo un settore giovanile di 250 ragazzini e vogliamo arrivare a 400. Se davvero il progetto del Comune è questo cosa volete che vi diciamo? Andate avanti, noi andremo a giocare da altre parti».

Quando Torri ha ricordato gli investimenti del Comune sul palazzetto, tra cui quello sul tetto per le infiltrazioni e quello per la tribuna telescopica, Tallarita ha replicato con durezza sottolineando come «la tribuna telescopica è dietro il canestro quindi è irregolare, pericolosa e inutilizzabile».

Non ci sono stati interventi né dalle società di calcio né da quelle che usano la piscina ma va ricordato che il progetto, oltre al nuovo impianto natatorio con area fitness e spazi per coworking al piano terra, prevede la creazione di un nuovo campo da calcio sintetico a fronte dell’eliminazione dell’attuale campo quattro.

«Oggi – ha spiegato Carlo Redaelli, presidente del Rugby Lecco – usiamo tre campi più una struttura che ci consente di fare la preparazione fisica che non si può fare in una palestra fitness normale la sera con 40 atleti. Ci servono spazi per il prepartita e la preparazione della gara. Oggi sono limitati, in questo progetto non ci sono del tutto. Per fare tutta l’attività su due campi e non su tre va incrementata la manutenzione del campo centrale, oggi sufficiente. È necessario per mantenere la possibilità di giocare in serie A in deroga. Abbiamo bisogno di questi spazi, chiediamo di poter interloquire su come proporli anche perché abbiamo idee. In questi vent’anni di occasioni di dire “così non va bene, andiamo a giocare da un’altra parte” sono state tante». Redaelli ha poi sottolineato l’assenza nel progetto di riqualificazione di spazi per la club house, una struttura «condivisa con altri sport» e «vitale per i ragazzi e le famiglie perché permette di fare gruppo».

Per l’assessore Torri, però, gli spazi privati all’interno di un centro sportivo comunale «hanno senso fino ad un certo punto».

«Quanto prevede il progetto per la parte del tennis è obsoleto. La superficie in erba sintetica e i campi polifunzionali non sono più utilizzati. In termini di superfici c’è una sproporzione a favore del padel» ha sottolineato Maddalena Medici, consigliera delegata al tennis in Canottieri Lecco.

A chiudere il set è stata la Picco Lecco. «Serve un modello di gestione che permetta alle associazioni di avere la disponibilità di spazi senza andare a cercarli fuori come facciamo anche noi. Il Bione dovrebbe diventare la casa delle società sportive di Lecco» ha concluso Fabio Viganò.

© RIPRODUZIONE RISERVATA