Nuovo Pgt: un sì dopo una maratona di sei giorni

Approvato dal consiglio comunale il nuovo documento di pianificazione urbanistica della città. Esulta la maggioranza. L’opposizione: «Un documento debole»

Lecco

Il nuovo Piano di Governo del Territorio di Lecco è stato approvato sabato sera, al termine di sei giorni consecutivi di lavoro in Consiglio comunale, chiudendo una lunga e complessa maratona politica. Il via libera al principale strumento urbanistico della città ha però messo in evidenza una netta contrapposizione tra maggioranza e opposizione sulle scelte che guideranno lo sviluppo dei prossimi anni.

Per la maggioranza, il Pgt rappresenta un cambio di passo. Il Partito Democratico parla di «una scelta di futuro che mette al centro casa, verde e rigenerazione urbana», rivendicando un’impostazione orientata a rispondere all’emergenza abitativa senza consumare nuovo suolo. «Abbiamo voluto un Piano che non rincorresse la rendita – sottolineano i dem – ma che affrontasse i bisogni reali della città, a partire dal diritto all’abitare e dalla riqualificazione delle grandi aree dismesse».

Sulla stessa linea Alleanza Verdi e Sinistra, che definisce il Pgt «uno strumento che rafforza in modo strutturale la tutela ambientale e introduce finalmente l’edilizia sociale come scelta di sistema». Secondo Avs, «la salvaguardia di aree come Cavagna e il no a nuove edificazioni turistiche impattanti dimostrano che Lecco può crescere senza perdere il proprio equilibrio naturale».

Positiva anche la valutazione di Ambientalmente Lecco, che sottolinea come il Piano «riduca in modo significativo il consumo di suolo e punti sulla rigenerazione urbana come alternativa all’espansione edilizia». «Questo Pgt – afferma il gruppo – recepisce molte delle istanze ambientali portate avanti negli ultimi anni e rafforza la protezione delle aree verdi, orientando lo sviluppo verso un modello più sostenibile e attento alla qualità della vita».

Anche Italia Viva rivendica il proprio contributo al testo finale, in particolare per quanto riguarda l’area di Rivabella. «Abbiamo voluto una nuova destinazione urbanistica che consenta di superare l’attuale assetto industriale dismesso – spiegano i rappresentanti del partito – favorendo uno sviluppo artigianale, commerciale e di servizi per la residenza, sostenibile e integrato con uno dei tratti più belli della città dal punto di vista ambientale e naturalistico».

Di segno opposto il giudizio dell’opposizione, guidata dalla Lega. «È un Piano carente e privo di una visione chiara per il futuro di Lecco – attacca il gruppo consiliare –. Dopo sei giorni di discussione ci troviamo davanti a un documento che non risolve i nodi veri: parcheggi, viabilità, tutela dei rioni e rilancio economico». La Lega parla di «un’occasione persa» e avverte: «Il rischio è che la città perda progressivamente la propria identità inseguendo modelli urbanistici poco definiti».

L’opposizione critica anche il metodo: «I tempi sono stati troppo compressi per un’analisi approfondita di un documento così importante», sostengono i consiglieri leghisti, che promettono battaglia nella fase applicativa: «Controlleremo atto per atto come verranno tradotte queste previsioni, perché è lì che si misurerà la reale efficacia del Piano».

Il Pgt entra dunque in vigore tra entusiasmo e polemiche. La maggioranza lo descrive come «uno strumento moderno per governare casa, ambiente e rigenerazione urbana», capace di coniugare sviluppo e sostenibilità; l’opposizione lo considera invece «un testo debole, che rischia di non dare risposte concrete alle esigenze dei cittadini».

Dopo sei giorni di confronto serrato, la partita si sposta ora dal Consiglio comunale al territorio: saranno i progetti e i cantieri dei prossimi anni a dire se il nuovo Piano saprà davvero trasformare le intenzioni politiche in una Lecco più equilibrata e abitabile.

© RIPRODUZIONE RISERVATA