Nuovo «visore» per la neurochirurgia dell’ospedale di Lecco

L’Asst di Lecco introduce un sistema esoscopico digitale che supporta i chirurghi con immagini ad alta definizione e funzionalità avanzate.

Lecco

L’Asst di Lecco compie un ulteriore passo nel percorso di innovazione tecnologica in sala operatoria: la struttura complessa di Neurochirurgia dell’Ospedale “A. Manzoni” di Lecco si è dotata del sistema esoscopico digitale Orbeye 4K 3D che supporta l’attività chirurgica con immagini ad altissima definizione e funzionalità avanzate, con l’obiettivo di migliorare la visibilità e favorire una maggiore precisione nelle procedure.

Si tratta, in pratica, di una videocamera 4K 3D montata su un braccio semirobotico flessibile, un processore di immagini ultra-rapido e una fonte luminosa a Led: attrezzature, queste, che favoriscono una maggiore precisione chirurgica grazie alla visualizzazione delle più minute strutture tissutali con qualità delle immagini in qualità di dettaglio 4K e in tre dimensioni. Orbeye è indicato per diverse discipline, non solo la neurochirurgia, ma anche in otorinolaringoiatria e molte altre ancora dove è necessaria la massima risoluzione. La chirurgia di questa branca della Medicina, infatti, si occupa di cervello, della colonna vertebrale, dei nervi periferici e del sistema nervoso, e tratta patologie come tumori, ernie del disco, aneurismi, traumi e malformazioni vascolari, attraverso interventi che vanno dalla craniotomia alla microdiscectomia e alla neurostimolazione, per risolvere problemi neurologici e funzionali. E una visione ottimale del – a volte ristrettissimo – campo operatorio, diventa davvero decisiva e dirimente per la buona riuscita dell’operazione stessa.

Per ora la nuova strumentazione è appannaggio della sola Neurochirurgia. Per questo Leonardo Fiori, direttore della struttura complessa di Neurochirurgia dell’ospedale “Alessandro Manzoni” di Lecco osserva con soddisfazione: «L’introduzione di tecnologie avanzate in sala operatoria è parte della strategia volta a garantire percorsi di cura sempre più moderni, sicuri e orientati alla qualità. In questo contesto, l’adozione di un microscopio a visione esoscopica rappresenta un ulteriore passo avanti nell’innovazione della nostra pratica chirurgica».

«Nei giorni scorsi – spiega ancora l’Asst di Lecco –, il sistema è stato già impiegato con successo in diversi interventi, tra cui meningioma fronto basale (tumore intracranico solitamente benigno che origina dalle meningi della base cranica frontale, n.d.r.), ernia del disco lombare, decompressione e stabilizzazione lombare (utilizzata principalmente per liberare i nervi dalla compressione delle vertebre e per trattare con viti e barre la stabilizzazione delle vertebre stesse, n.d.r.) e asportazione di glioma (tumori primitivi del sistema nervoso centrale che originano dalle cellule gliali, n.d.r.)».

L’elevata definizione 4K 3D e le modalità di imaging dedicate, rappresentano un supporto importante nella lettura dei dettagli anatomici. Questo tipo di visualizzazione, infatti, consente di osservare anche le strutture tissutali meno visibili con grande accuratezza, offrendo al team operatorio una visione dettagliata e stabile del campo chirurgico. L’ergonomia e la possibilità di condivisione della visione con l’intero team contribuiscono inoltre a un flusso di lavoro più efficace.

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