Cronaca / Lecco città
Venerdì 16 Gennaio 2026
Olimpiadi, la Fiamma a Lecco: Rossi la porterà sul Naviglio
Il 1° febbraio la fiaccola attraverserà la provincia. Marco Cariboni guiderà la corsa a Lecco, Antonio Rossi sarà tedoforo a Milano.
Lecco
Il viaggio della Fiamma Olimpica: a Lecco e nella sua provincia la data “cerchiata a cinque cerchi” è quella del 1° febbraio. Quel giorno – proveniente dalla Valtellina – ecco la Fiaccola Olimpica scendere a Colico (in un orario previsto fra le 15.05 e le 15.58), per poi spostarsi a Mandello e Abbadia (passaggio fra le 17.33 e le 18.33); per arrivare a Lecco (18.35 – 19.30). Nel nostro capoluogo la Fiamma solcherà il Lungo-Lario Battisti fino a salire verso corso Martiri, deviare in via Amendola, virare in via XI Febbraio, imboccare corso Matteotti, per ri-discendere in via Cavour, fino a raggiungere il virtuale “capolinea” della tappa Olimpica lecchese: in piazza Garibaldi per le celebrazioni di rito.
Un mistero a chi (e quali tratti loro assegnati) saranno i tedofori. O meglio: si sa che uno sarà certamente lo storico presidente onorario della Canottieri Lecco, Marco Cariboni, che così commenta: «Sì, grande, grande emozione – dice – anche se mi è arrivata tutta una sfilza di documenti che spiega quello che devo e non fare. Adesso mi arriverà a giorni una mail che mi dirà dove trovarmi e a che ora, per compiere il tratto che mi è stato assegnato. Quale? Francamente a oggi (ieri per chi legge.ndr) non lo so, ma mi avevano detto che io ricadevo tra l’ingresso e l’uscita di Lecco, quindi io che sono di Lecco ho immaginato dalla Malpensata. Peraltro nella mail che ho ricevuto c’erano già risposte a domande scontate: tipo “Posso tenermi la fiaccola, finito di correre?”. No. “Posso tenermi la tuta?”. Sì, te la si puoi tenere. Mi hanno mandato praticamente 50 quiz con già le risposte, perché evidentemente dei nominati devono aver fatto delle domande talmente bizzarre che...».
Poi prosegue, spiritoso: «Il mio nome immagino sia emerso in quanto ero presidente della più antica società sportiva lecchese. Sì, penso che sono stato riconosciuto per quello e lo considero un onore. Decisamente non è un impegno ma un super-impegno e francamente - qui lo dico e qui lo nego - faccio fatica a fare in salita la via Cavour. Il tedoforo correrà sul lungolago e in pianura, ma non ho ancora capito bene che livello di velocità di passo mi imporranno».
Ma c’è anche chi – lecchese doc - e fra i personaggi dello sport più importanti in assoluto, sarà sì tedoforo, ma non a Lecco. Ad esempio il pluricampione olimpico di canoa (ed attuale presidente di FederCanoa) Antonio Rossi, che spiega: «Da quando sono diventato presidente della federazione ho fatto l’application al sito di fondazione e così è venuta bella l’idea di poter prendere la fiaccola dal presidente del Coni e salire su una canoa nel Naviglio (di Milano.ndr) con i ragazzi dietro, per un bel messaggio di sport. Mi sarebbe molto piaciuto portarla a Lecco, la mia città, però penso che anche questo sia un bel messaggio. Poi ero stato anche tedoforo nel 2006 ed ho avuto questo grandissimo onore, anche se ovviamente adesso la porto con un altro peso e un’altra emozione. Adesso è molto più sentita, direi, come presidente della mia Federazione e per tutto quello che è stato l’iter della mia carriera. Nel 2006 ancora gareggiavo e l’ho vissuta un po’ da atleta. Sì, sono veramente molto contento».
Quindi sulla “segretezza” di certi particolari: «Sì, c’è segretezza – continua Rossi - anche sul percorso e per motivi di sicurezza. In realtà anche io non so chi sono i tedofori, se non appunto il presidente del Coni che sarà appena prima di me e due altri, scelti per portarla nella frazione di Lecco. E c’è grande attesa, c’è tanto pubblico e questo fa sicuramente molto piacere. E poi pagherò, perché sarò nel Naviglio in canoa o sul “dragon boat” (tipica imbarcazione da gara cinese) con altri ragazzi e ragazze che parteciperanno per la Federazione.»
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