Orio, arrestato lecchese con più di duecento ovuli di hashish nascosti in una panciera

L’uomo era rientrato da Malaga con 2,3 chili di stupefacente. All’aeroporto di Orio al Serio arrestato anche un secondo corriere, arrivato da Bruxelles con 83 ovuli di cocaina ed eroina ingeriti.

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Un viaggio di una settimana a Malaga e il rientro in Italia con 2,3 chili di hashish nascosti in una panciera. È finito in manette all’aeroporto di Orio al Serio un 48enne residente in provincia di Lecco, fermato dalla Guardia di Finanza con 219 ovuli di stupefacente. L’uomo, disoccupato e con precedenti penali per spaccio, avrebbe dovuto consegnare la droga a persone sconosciute in cambio di 1.500 euro. Il suo arresto è avvenuto nell’ambito di un’operazione congiunta con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che ha portato al fermo anche di un secondo corriere, arrivato dal Belgio con 83 ovuli di cocaina ed eroina ingeriti.

Il primo intervento è scattato durante i controlli sui passeggeri in arrivo dalle rotte considerate a rischio per il traffico internazionale di stupefacenti. A insospettire i militari è stato il comportamento del lecchese, che aveva trascorso una settimana a Malaga e stava rientrando senza bagaglio al seguito, portando con sé soltanto uno zainetto. A richiamare l’attenzione degli investigatori è stato il fiuto di Kenny, il cane antidroga delle Fiamme Gialle, che ha segnalato proprio lo zaino.

La successiva perquisizione ha permesso di scoprire una fascia adibita a panciera all’interno della quale erano occultati 219 ovuli, per un peso complessivo di 2,3 chilogrammi di hashish. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il quarantottenne avrebbe dovuto trasportare la sostanza e consegnarla a soggetti sconosciuti, che lo avrebbero contattato una volta uscito dall’aeroporto. Per il servizio avrebbe ricevuto un compenso di 1.500 euro. In base alle stime degli inquirenti, il principio attivo di THC contenuto nella droga avrebbe potuto generare profitti illeciti per oltre 51 mila euro.

Il secondo arresto riguarda invece un ventinovenne di origine nigeriana, arrivato a Orio al Serio con un volo proveniente da Bruxelles. L’uomo aveva ingerito 83 ovuli contenenti sostanze stupefacenti: 77 di eroina e sei di cocaina, per un quantitativo complessivo di 974 grammi. Si tratta della cosiddetta modalità body packer, utilizzata dai corrieri per trasportare la droga all’interno del proprio organismo.

In questo caso l’attività investigativa è partita da una segnalazione dell’autorità doganale belga, trasmessa all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli attraverso la Convenzione Napoli II, che disciplina la collaborazione tra le amministrazioni doganali dei Paesi dell’Unione europea. Gli investigatori hanno ricostruito anche il particolare itinerario seguito dal ventinovenne: partito dall’aeroporto di Pisa alla volta di Eindhoven, aveva poi raggiunto Bruxelles in treno, dove avrebbe ingerito gli ovuli poco prima di imbarcarsi sul volo diretto a Orio al Serio. Un percorso con aeroporti di partenza e destinazione differenti, secondo gli inquirenti scelto nel tentativo di eludere i controlli delle autorità doganali. Anche il secondo arrestato era disoccupato e aveva precedenti penali.

Le due operazioni sono state condotte dalla Compagnia della Guardia di Finanza e dal personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli nell’ambito dell’intensificazione dei controlli effettuati durante il mese di ottobre sulle rotte considerate a rischio, in particolare quelle provenienti da Spagna e Belgio, anche sui voli in arrivo nelle fasce notturne.

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