Cronaca / Lecco città
Giovedì 21 Maggio 2026
Ospedali di Comunità, i sindacati dicono no all’esternalizzazione
FP Cgil Lecco e Uil Fpl del Lario e Brianza contestano la decisione di Asst Lecco di affidare all’esterno la gestione degli Ospedali di Comunità di Merate e Introbio. Critiche per il ricorso al privato, il rischio di dumping contrattuale e la carenza di personale sanitario.
Lettura 1 min.Lecco
L’affidamento esterno della gestione degli Ospedali di Comunità di Merate e Introbio non piace ai sindacati. FP Cgil Lecco e Uil Fpl del Lario e Brianza hanno espresso «forte preoccupazione e netta contrarietà» alla scelta dell’ASST di indire una gara europea dal valore superiore ai 10 milioni di euro per 72 mesi, con possibilità di rinnovo per ulteriori due anni.
Secondo le organizzazioni sindacali, la decisione rappresenta un ulteriore passo verso la riduzione del ruolo pubblico nella gestione dei servizi sanitari territoriali, in un contesto già segnato dalla carenza di personale infermieristico negli ospedali di Lecco, Merate e Bellano.
La questione si inserisce nel percorso di potenziamento della sanità territoriale previsto dal Pnrr e dal decreto ministeriale 77 del 2022, che ha introdotto Case di Comunità, Centrali operative territoriali e Ospedali di Comunità. Per FP Cgil e Uil Fpl, tuttavia, il principale limite della programmazione è stato quello di investire nelle strutture senza affrontare in modo adeguato il problema della disponibilità di operatori sanitari.
«Non si può continuare a costruire strutture senza investire parallelamente nel lavoro pubblico e nelle condizioni di chi opera nella sanità», dichiarano Teresa Elmo, segretaria generale della FP Cgil Lecco, e Massimo Coppia, segretario generale della Uil Fp del Lario e Brianza. «ASST Lecco sceglie invece la strada dell’esternalizzazione, scaricando sul sistema cooperativo pezzi sempre più rilevanti del servizio sanitario pubblico».
Particolarmente contestato è il riferimento, contenuto nella delibera aziendale, al contratto nazionale delle cooperative sociali per il personale che sarà impiegato nella gestione delle strutture. Secondo i sindacati, ciò comporterebbe condizioni economiche e normative meno favorevoli rispetto a quelle previste dal contratto della sanità pubblica.
«È inaccettabile che servizi pubblici sanitari vengano erogati attraverso lavoro contrattualmente meno tutelato e meno valorizzato», proseguono Elmo e Coppia. «Si crea una evidente disparità di trattamento tra professionisti che svolgeranno funzioni analoghe all’interno dello stesso sistema sanitario pubblico».
Le organizzazioni sindacali denunciano inoltre il rischio che la logica dell’appalto finisca per incidere negativamente sulla qualità dell’assistenza, favorendo il contenimento dei costi a scapito delle tutele occupazionali e delle condizioni di lavoro. Criticate anche le motivazioni riportate nella delibera, che individua nell’esternalizzazione uno strumento per ottenere «maggiore efficienza operativa», «flessibilità organizzativa» e «ottimizzazione dei costi».
Per FP Cgil Lecco e Uil Fpl del Lario e Brianza, invece, il lavoro sanitario non può essere considerato esclusivamente una voce di spesa, ma rappresenta il presupposto essenziale per garantire qualità delle cure, continuità assistenziale e sicurezza dei pazienti.
I sindacati mettono infine in dubbio anche la sostenibilità economica dell’operazione, sostenendo che le risorse destinate all’appalto avrebbero potuto essere utilizzate per assumere direttamente personale sanitario pubblico. Le due sigle hanno inoltre espresso solidarietà alla Rsu di Asst Lecco, che nei giorni scorsi aveva denunciato criticità nelle relazioni sindacali e nella condivisione delle scelte organizzative.
«La difesa della sanità pubblica passa anche dalla difesa del lavoro pubblico, delle corrette relazioni sindacali e della qualità dei servizi garantiti ai cittadini», concludono Teresa Elmo e Massimo Coppia. «Continueremo a contrastare ogni processo che produca privatizzazione, dumping contrattuale e arretramento del sistema sanitario pubblico territoriale».
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