Palataurus di Lecco, la proprietà chiede di ampliare la destinazione d’uso

La richiesta al Comune è di aprire a piadinerie, gelaterie, uffici. Alpab srl: «Struttura complessa, servono equilibri economici, l’elenco attuale è limitante».

Lecco

Ampliare le destinazioni d’uso insediabili al Palataurus per rendere la struttura più flessibile. Tradotto: prevedere la possibilità di aprire una piadineria, una gelateria o creare nuovi spazi per uffici.

È questo, in estrema sintesi, il contenuto dell’osservazione presentata da Alpab Srl, la società proprietaria del palazzetto, durante l’iter della valutazione ambientale strategica del nuovo piano di governo del territorio del Comune di Lecco.

«Lo stabile – spiega Alberto Beretta, rappresentante della società – è una struttura complessa e si regge su equilibri delicati in termini di sostenibilità economica. La nostra richiesta è quella di aumentare il ventaglio delle destinazioni d’uso perché l’elenco attuale è limitante e obsoleto. Non c’è alcuna intenzione di stravolgere l’area o convertire il palazzetto. Disponiamo di spazi che non riusciamo a rivendere o affittare perché le attività per cui erano stati destinati in origine oggi non esistono più».

Per esempio, prosegue Beretta, se in futuro il negozio di abbigliamento sportivo attuale dovesse trasferirsi, potrebbe essere difficile riaffittare uno spazio così grande e pertanto avere la possibilità di insediare negozi più piccoli e di natura diversa da quella sportiva potrebbe essere importante. «Disponiamo – prosegue ancora il rappresentante di Alpab Srl – di uno spazio che potrebbe essere destinato a bar, gelateria o piadineria, ma oggi non è possibile aprire una attività simile al Palataurus perché questa destinazione d’uso non rientra tra quelle previste, anche se rappresenterebbe un valore aggiunto per coloro che frequentano il centro e la ciclabile. Per la stessa ragione non possiamo destinare altri spazi del palazzetto a uffici o sale meeting, oltre che all’attività sportiva. In questo modo riusciremmo ad accogliere al Palataurus in maniera più efficace non solo gli eventi sportivi, ma anche manifestazioni di altra natura come meeting o piccole fiere».

Al momento l’osservazione di Alpab Srl, così come la gran parte di quelle presentate da privati cittadini o realtà economiche, è stata dichiarata “non pertinente”. Durante l’iter di valutazione ambientale strategica i tecnici di palazzo Bovara hanno preso in esame solo i contributi relativi a questioni di natura ambientale. Dopo l’adozione del Pgt, avvenuta nel consiglio comunale di fine luglio, si attende ora la pubblicazione di tutti i documenti sul sito internet del Comune. Da quel momento privati cittadini, associazioni di categoria e ordini professionali avranno sessanta giorni di tempo per presentare osservazioni di qualunque natura, su cui si dovrà poi esprimere il consiglio comunale.

«Non vogliamo introdurre cambiamenti drastici – conclude Beretta – ma rendere il Palataurus più flessibile ed aperto alle sfide che ci riserverà il futuro, di modo da riuscire a mantenere vivo l’intero ecosistema». Non è la prima volta che si discute di una trasformazione del Palataurus in un centro polivalente. Il tema era già emerso tra il 2017 e il 2018, quando la proprietà aveva affidato ad alcuni professionisti il compito di seguire l’iter burocratico che avrebbe dovuto portare la struttura di viale Brodolini ad accogliere eventi per un pubblico compreso tra mille e tremila persone. I pregi dello stabile sono tutt’ora evidenti: versatilità dell’ambiente, facilità di parcheggio, accessibilità e prestigio estetico. La necessità della città di avere a disposizione uno spazio polivalente per eventi è sotto gli occhi di tutti, nonostante l’imminente riapertura di un teatro della società che comunque dispone di soli 450 posti circa.

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