Palazzina alla Piccola, respinto il ricorso del progettista

Per il Tar della Lombardia il professionista non ha titolo per chiedere l’annullamento delle delibere che avevano autorizzato l’opera

Lecco

La battaglia sulla palazzina uffici sorto nell’area dell’ex Piccola Velocità vive un ultimo capitolo. Il Tar Lombardia ha respinto il ricorso dell’architetto Michele Spreafico, il professionista incaricato da Linee Lecco di progettare e dirigere i lavori di riqualificazione del parcheggio. Il tecnico chiedeva l’annullamento in autotutela delle delibere comunali che avevano autorizzato l’opera, dell’ordinanza di demolizione e delle varianti urbanistiche successive. Ma per i giudici amministrativi il ricorso non può nemmeno essere esaminato nel merito: Spreafico non è legittimato a impugnare provvedimenti di natura edilizia e urbanistica che incidono solo sulla proprietà dell’immobile.

Secondo il Tar, infatti, l’unico soggetto che può difendere un titolo edilizio è chi ne beneficia direttamente, ovvero il proprietario o il richiedente del permesso. Il progettista, aggiunge la sentenza, ha solo un “interesse di fatto” non sufficiente a fondare un ricorso amministrativo. L’impugnazione dell’ordinanza di demolizione viene poi dichiarata improcedibile, essendo stata revocata dal Comune, anche se viene confermata l’irregolarità urbanistica alla base del provvedimento.

La vicenda nasce da un errore formale risalente al 2021: l’intervento venne approvato indicando l’area come zona S8.1 — parcheggi a raso, dove non sono ammessi edifici — invece della corretta S8.2, che prevede la possibilità di realizzare uffici e attività accessorie alla sosta. La discrepanza non fu intercettata né dall’amministrazione né dalla società partecipata fino al 2024, quando la revisione tecnica di un nuovo funzionario portò alla luce l’incongruenza. «Nessun dolo, ma gli elementi dell’abuso ci sono», aveva ammesso il sindaco Gattinoni al culmine della tempesta politica.

L’atto più duro, l’ordinanza di demolizione del 19 giugno 2024, rese esplosivo lo scontro istituzionale con Linee Lecco. Ma il clima si è progressivamente ricomposto: a marzo 2025 Comune e partecipata hanno raggiunto un accordo, il Consiglio ha acquisito la palazzina al patrimonio pubblico e modificato il Pgt per regolarizzarla. Alla luce di quell’intesa, il Tar ha dichiarato improcedibile anche il ricorso della società e degli ex amministratori coinvolti per ruolo.

Restava l’azione del progettista, ora definitivamente respinta con condanna a 2.000 euro di risarcimento.

© RIPRODUZIONE RISERVATA