Paura e social, la psicologa: «Ridare peso alle istituzioni e spazio alle relazioni»

Dopo la psicosi per i possibili vandalismi in centro a Lecco, Anna Lisa Mazzoleni, referente dell’Ordine degli psicologi, invita a non affidarsi soltanto alle notizie che circolano online: «Le istituzioni devono fornire indicazioni chiare, ma bisogna anche tenere conto delle loro indicazioni»

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Lecco

«A fronte di una realtà così complessa credo che bisogna tornare a dare spazio alle relazioni e a dare peso alle istituzioni». Anna Lisa Mazzoleni, referente dell’ordine degli psicologi di Lecco, racconta di aver preferito lei stessa non passare dal centro di Lecco con il proprio figlio lunedì pomeriggio, nelle stesse ore in cui una città pesantemente presidiata dalle Forze dell’ordine attendeva con il fiato sospeso il possibile arrivo di giovani vandali, dopo le minacce intercettate nei giorni precedenti sui social, con l’invito a ritrovarsi in piazza XX Settembre fare «peggio che in Francia».

«Credo sia normale – osserva Mazzoleni – che fatti come quelli avvenuti lo scorso fine settimana a Milano generino paura. Lavoratori onesti hanno visto sfumare tutto il loro lavoro. A fronte di una situazione così complessa, è facile scivolare in giudizi. Per un genitore o un esercente commerciale stare dietro alla complessità e scegliere a chi dare retta non è semplice. Allo stesso tempo, non si può vivere e andare in giro tutti i giorni con l’angoscia di essere aggrediti. Non si può prendere troppo sul serio o considerare solo ciò che circola sui social, ma bisogna verificare con i rappresentanti istituzionali, come i dirigenti scolastici e i rappresentanti di Comune e Provincia. Le istituzioni devono prendersi la responsabilità di fornire delle indicazioni chiare, ma bisogno tenere conto delle loro indicazioni. Non ci sono solo i social. Bisogna ridare nuovamente valore e peso al ruolo delle istituzioni e alle scelte dei rappresentanti istituzionali».

Del resto, secondo la referente dell’ordine degli psicologi il presidio delle Forze dell’Ordine dimostra come si fossero preparate a quanto sarebbe potuto accadere. Solo in piazza XX Settembre c’erano oltre cinquanta agenti. «La velocità dei social ha contribuito a far crescere velocemente la psicosi. – prosegue Mazzoleni –. Per evitare di arrivare a questi livelli è necessario un grande lavoro di prevenzione nelle scuole tutti i giorni. Bisogna tornare a dare spazio alle relazioni e al confronto tra le persone per ammortizzare un simile crescendo di emozioni e paure. È necessario verificare le informazioni, confrontarsi e rimanere calati nella realtà anche se è complessa e dominata dalla tecnologia».

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