Cronaca / Lecco città
Domenica 24 Luglio 2016
Profughi, il tetto del tre per mille
non piace alle cooperative
Operare nei piccoli paesi costerà di più
Ma Gualzetti, della Caritas ambrosiana: «Per l’integrazione i piccoli nuclei sono l’ideale. Li faremo, anche in perdita»
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(Foto di Menegazzo Sandro)
«Faremo di tutto perché il bando abbia successo». Parola di Luciano Gualzetti, nato a Lecco 55 anni fa, e direttore di Caritas Ambrosiana, ormai da anni “specializzato” in problemi concernenti l’emergenza profughi.
Proprio Caritas e la Chiesa, infatti, sono stati tra gli ispiratori del bando recepito dalla Comunità Montana Valsassina e dalla Provincia di Lecco (come stazione appaltante), che dovrebbe, almeno nelle intenzioni, portare a una migliore distribuzione dei profughi sul territorio. Questo per far sì che i migranti si possano integrare meglio e perché le popolazioni subiscano meno l’impatto con i richiedenti asilo. Eppure ci sono delle zone d’ombra, nel bando. L’accordo territoriale pone al 3 per mille della popolazione il tetto massimo di richiedenti asilo ospitati per Comune, 1200 su tutto il territorio. Ma il bando è studiato in cinque lotti a scalare. Prima le piccole realtà da pochi posti e poi quelle grandi. Se, però, non si riuscissero a sistemare i richiedenti asilo in strutture piccole (ovvero se non ci saranno enti pronti a farlo), si rischia di tornare punto e a capo: sistemare i profughi nelle strutture da centinaia di posti ciascuna.
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