Pronto soccorso più sicuri: da Regione 400mila euro per bodycam agli operatori sanitari

Regione Lombardia stanzia 400mila euro per dotare il personale sanitario e sociosanitario di bodycam nei pronto soccorso e nei reparti più esposti al rischio di aggressioni. Piazza: «Chi si prende cura dei cittadini deve lavorare in sicurezza». Zamperini: «Le bodycam sono uno strumento di tutela, non di controllo»

Lettura 1 min.

Lecco

Regione Lombardia rafforza le misure per la tutela del personale sanitario con uno stanziamento complessivo di 400mila euro destinato all’acquisto di bodycam e sistemi di videosorveglianza indossabili per gli operatori impegnati nei pronto soccorso e nei servizi maggiormente esposti al rischio di aggressioni.

Il provvedimento, previsto dalla Legge di Stabilità regionale 2026-2028, mette a disposizione 200mila euro per il 2026 e altri 200mila per il 2027. Le risorse saranno assegnate alle Asst e agli Irccs pubblici lombardi, garantendo una dotazione minima a tutte le aziende che aderiranno al bando, con ulteriori fondi distribuiti in base al numero di accessi ai pronto soccorso.

«Si tratta di un provvedimento concreto che va nella direzione di aumentare la sicurezza nei luoghi più esposti a episodi di violenza – sottolinea il sottosegretario regionale Mauro Piazza – e che riconosce il valore del lavoro quotidiano di medici, infermieri e operatori sociosanitari, spesso svolto in condizioni complesse». Piazza evidenzia come l’obiettivo sia «garantire ambienti di lavoro sicuri» e rafforzare la fiducia nel sistema sanitario.

Sulla stessa linea il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Giacomo Zamperini, che definisce la misura «un ulteriore passo avanti nel contrasto alle aggressioni». «Le bodycam non rappresentano uno strumento di controllo, ma una protezione aggiuntiva per medici, infermieri e operatori, oltre a costituire un valido supporto nella documentazione di eventuali episodi di violenza, nel pieno rispetto della normativa sulla privacy», afferma.

I dati confermano la necessità di mantenere alta l’attenzione sul fenomeno. Nel 2025 gli operatori degli enti pubblici lombardi vittime di aggressione sono stati 4.826, in diminuzione rispetto ai 5.690 del 2024, ma ancora su livelli considerati preoccupanti. Gli infermieri risultano la categoria più colpita e circa un episodio su quattro riguarda aggressioni fisiche. I pronto soccorso continuano inoltre a essere tra gli ambiti maggiormente esposti.

La misura si inserisce nel percorso già avviato da Regione Lombardia per incrementare la sicurezza del personale sanitario, anche attraverso sistemi di allertamento rapido e dispositivi di protezione sperimentati negli anni scorsi. Un’attenzione che riguarda da vicino anche il territorio lecchese, dove i pronto soccorso e le strutture ospedaliere rappresentano un presidio fondamentale per la comunità.

«Investire sulla sicurezza del personale sanitario significa investire sulla qualità del servizio pubblico», conclude Piazza, mentre Zamperini ribadisce che «difendere chi cura significa difendere uno dei pilastri fondamentali della nostra comunità».

© RIPRODUZIONE RISERVATA