Rette Rsa sempre più care: in media servono oltre 2.400 euro al mese

In provincia di Lecco il costo medio giornaliero supera gli 81 euro. Pensioni spesso insufficienti a coprire le spese e famiglie costrette a integrare fino a mille euro al mese. Uneba: «Servono più risorse pubbliche per sostenere gli anziani non autosufficienti».

Lettura 2 min.

Lecco

Analizzando i dati del file Portale Rsa Ats Brianza - Liste Attesa, il costo medio ordinario delle Rsa in provincia di Lecco varia, naturalmente, a seconda che si consideri la retta minima o massima. Si scopre così che la retta minima media è 77,21 euro al giorno e quella massima (sempre media) è di 84,96 euro al giorno. Facendo poi una media complessiva tra tutti i valori minimi e massimi delle 24 strutture del territorio, il costo medio ordinario stimato è di circa 81,09 euro al giorno (pari a circa € 2.433 al mese). Un valore, quello della retta mensile, difficilmente affrontabile da qualsiasi “ospite” delle varie Rsa. Chi ha una pensione da 2.500 euro al mese? E neanche nella Rsa più economica, che dai dati in possesso di Ats Brianza risulta essere Residenza Villa Serena (a Introbio) con una retta che varia dai 63 ai 68 euro al giorno, seguita dalla Casa Di Riposo San Francesco (di Bellano) con una retta minima di 65,75 che risulta (ad Ats) essere unica retta disponibile. Quindi, sempre sotto i 70 euro troviamo solamente altre due case di riposo, nelle loro rette minime, la Casa Di Riposo Sant’Antonio (Barzio) che va dai 69 ai 90 euro e la Casa Di Riposo Carlo e Elisa Frigerio Onlus (di Brivio) che passa dai 69,70 euro della minima ai 78,25 della retta massima. Ma stiamo parlando comunque di 1.938 euro al mese netti per la più economica delle nostre Rsa, sempre presumendo che si abbia diritto alla retta minima. Ma, come detto, la minima media è intorno ai 2.400 euro al mese in provincia di Lecco che sicuramente è una retta importante per una famiglia, non solamente per l’ospite. Contando anche il fatto che la media delle pensioni in provincia di Lecco va dai 1350 euro netti al mese per un autonomo ai 1.550 per un ex dipendente, medie tra l’altro stabilmente più ricche che nel resto d’Italia, si capisce come la situazione sia difficile: mediamente, un nucleo famigliare che ha “a carico” un anziano in casa di riposo, deve sborsare 900-1000 euro al mese.

Un aggravio difficilmente sostenibile per chiunque, figuriamoci per famiglie monoreddito o che hanno magari due anziani da ricoverare in Rsa. Insomma, visto anche l’invecchiamento della popolazione, chi non pensa adesso al domani rischia davvero di trovarsi nelle mani dei Servizi Sociali che, peraltro, non hanno fondi per tutti né risorse di altro tipo... Così molti anziani si ritrovano a stare da soli a casa anche se avrebbero l’esigenza di socialità, di stare in un luogo dove ti curano anche sotto il profilo della salute e dei bisogni fondamentali della vita quotidiana. Il presidente di Uneba Lecco, l’ex sindaco Virginio Brivio è molto chiaro su questo : “C’è un tema apertissimo: il riconoscimento delle indennità di accompagnamento che oramai accompagnano la quasi totalità dei ricoverati. Ora non si finisce più in Rsa per stare con gli altri ma per motivi sanitari. E, d’altronde, le rette ahimè sono rimaste l’unica arma in mano alle Rsa per poter avere un equilibrio economico-gestionale.

La stragrande maggioranza sono gestite da associazioni non profit e le private sono pochissime. Ma gli aumenti dei contratti di lavoro sono costati mediamente un 15 per cento in più. E sono costi stabilizzati, non picchi inflattivi. Gli adeguamenti delle tariffe di Regione sono stati modesti, ma il tema andrebbe affrontato in maniera complessiva: l’attenzione agli aumenti importanti ci deve essere, ma altre leve non sono state adeguatamente utilizzate. Non per giocare a rimpiattino ma i fondi per gli anziani di Regione e Stato non sono adeguati”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA