Cronaca / Lecco città
Mercoledì 18 Febbraio 2026
Ricetta medica, in farmacia con il codice fiscale: addio sms
l farmacista, inserendo il codice fiscale, vedrà a video le ricette mutuabili a carico dell’assistito. Escluse le ex ricette bianche.
Lecco
Spariscono le buste nominative con dentro le ricette “rosse” appese alle porte dei medici di medicina generale. Niente più codici da ricevere via Sms o posta elettronica. Niente più ricette da stampare «perché non si sa mai che il telefonino sia scarico quando vado in farmacia». Ora basta ricordarsi il codice fiscale, proprio o dei parenti o assistiti per i quali si va in farmacia a prendere il medicinale.
Sia per sé stessi che per il nonno malato, basta ricordarsi il codice fiscale (meglio ancora se ci si porta dietro la tessera sanitaria che lo riporta), e il gioco è fatto. Il farmacista, qualsiasi farmacista e non per forza quello vicino a casa o quello che per comodità sta vicino all’ambulatorio del nostro medico, semplicemente inserendo a computer il codice fiscale “vedrà” a video tutte le ricette mutuabili a carico dell’assistito e le “spunterà” come faceva prima ricevendo il codice della ricetta elettronica che, dal Covid in poi, è stata nostra croce e nostra delizia.
«La cosa importantissima da sottolineare – spiega il presidente provinciale di Federfarma, Gloria Cairoli – è che il paziente, per richiedere la prescrizione, deve sempre rivolgersi al proprio Mmg (medico di medicina generale). C’è chi prima di fare una ricetta vuole giustamente visitare il paziente, chi scambia comunicazioni via mail o whatsapp con il paziente. Questo sta al rapporto che ogni medico instaura con il suo assistito. Ma una volta emessa la ricetta, il paziente può andare in qualsiasi farmacia della provincia di Lecco senza limitazioni. In qualsiasi. Può andare in farmacia con il codice fiscale di chi è oggetto della prescrizione e lì gli saranno scaricate tutte le ricette mutuabili del paziente, ovvero le vecchie ricette “rosse”».
Quelle che non si possono per ora scaricare in farmacia sono le ricette ex “bianche”, relative ai farmaci che sono a carico totale dell’assistito. Gli esempi più comuni sono le prescrizioni influenzali di antifebbrile tipo paracetamolo 1000, o gli antinfiammatori come l’ibuprofene, che normalmente sono a pagamento, o ancora gli ansiolitici come il Lorazepam o l’Alprazolam e similari, che necessitano di una ricetta, seppur di fascia C, ripetibile, a totale carico dell’assistito, la ex ricetta “bianca”, come detto. La semplificazione, però, è notevole: bando a codici, Sms, foglietti, e-mail. Basta il codice fiscale della persona alla quale è intestata la ricetta e il gioco è fatto. Il presidente provinciale di Federfarma e delegata provinciale Federfarma in Regione e a Roma, ribadisce: «Si snellisce molto il nostro lavoro: i problemi delle fotografie che non si riescono a leggere, dei cellulari che non si connettono, dei codici letti in modo sbagliato, non esistono più e i pazienti non si devono più recare dal medico a ritirare le ricette o insistere per farsi mandare codici o fotografie».
Il problema del Siss (sistema informatico socio sanitario), che va a singhiozzo, non dovrebbe pesare troppo: «Se anche si blocca, poi si recupera. Le ricette non vanno perse. E devo dire – chiosa Cairoli – che per lo più il sistema funziona. Ovvio che se funziona a pennello il Siss, va tutto bene, ma oramai è una piattaforma sulla quale Regione carica sempre più servizi, per cui è sempre più sfruttato. Dalla telemedicina, alle farmacie dei nostri centotre colleghi, fino all’attività dell’ospedale e delle cliniche private, il Siss lo usiamo tutti».
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