Cronaca / Lecco città
Venerdì 09 Ottobre 2026
Sanità, una stangata: all’anno 1.600 euro solo per farsi curare
I dati di Acli a partire dalle denunce dei redditi. L’incremento nel Lecchese è stato del 30% in cinque anni La salute arriva a pesare quasi il 4% sul reddito familiare
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Oltre 1.600 euro all’anno a famiglia per la sanità, tra farmaci, visite ed esami i lecchesi negli ultimi cinque anni hanno speso il 30% in più. Le dichiarazioni e i 730 analizzati riguardano, raccontano dagli sportelli, la fascia intermedia della popolazione lecchese, famiglie con figli, dipendenti statali, professionisti del ceto medio. I dati pubblicati il corrente mese nel rapporto “Over vulnerabilità e resilienza” non contemplano quindi i cittadini più benestanti e nemmeno i nuclei più in difficoltà.
Ne risulta comunque da questo spaccato che la spesa media annua per la sanità, ciò che viene pagato di tasca propria privatamente, nelle ultime dichiarazioni analizzate relative al 2024 è pari a 1.663 euro. Nel 2022 questa cifra arrivava a 1.497 euro e nel 2020 a 1.258 euro. Il balzo è pari dunque al 29,8%.
E’ una spesa maggiore rispetto a quanto queste famiglie spendono gli immobili, per la loro casa tra manutenzioni, mutui o affitti, 1.508 euro annui. Nel panorama lombardo, sempre stando al rapporto delle Acli, a Como (1.669 euro) si spende la stessa cifra, mentre a Monza (1.602) si spende un po’ meno. La differenza è più sostanziale con Sondrio (1.536), mentre il costo della sanità parte privata per le famiglie è più salato a Varese (1.695), ancor di più a Milano (1.753).
Nel fare il conto del carrello della spesa, in un periodo delicato per il caro benzina e le bollette, anche FederConsumatori stima un costo annuo per la sanità pari a circa 1.700 euro, soldi che le famiglie devono trovare in tasca e che non sono coperti dal sistema gratuito universale. I motivi possono essere diversi. La fretta di trovare un appuntamento libero per fare un controllo, la difficoltà di spostarsi lontano per raggiungere un ambulatorio, l’indisponibilità di attendere mesi e mesi prima di essere ricevuti da uno specialista. Secondo la Fondazione Gimbe comunque i lombardi spendono in media meno, 1.105 euro anno per la sanità senza rimborsi o coperture, cifra che è però molto superiore alla media italiana, 787 euro.
Le Acli spiegano: «Tra il 2019 e il 2024 si è registrato un aumento significativo di tutte le voci di spesa. In particolare, il valore medio delle spese per immobili è cresciuto del 51,2% nell’intervallo di tempo considerato, mentre quello delle spese sanitarie è aumentato del 29,8%, con incidenze superiori ai corrispondenti valori regionali, arrivando a pesare il 3,8% sul reddito. Più contenuto l’incremento delle spese per istruzione e sport, che nel quinquennio sono aumentate del 16,5% e risultano sostenute dal 17% dei contribuenti. Tale aumento non sempre si è tradotto in un incremento del peso delle diverse voci di spesa sul reddito dei contribuenti, ad eccezione, in particolare, delle spese per immobili, che nel 2024 rappresentano il 14,7% dei redditi dei contribuenti del primo quintile, contro il 9,3% del 2020».
Sempre a proposito del 2024, ultimo anno di rilevazione, scrive la Fondazione Gimbe «il 10,3% dei cittadini ha dichiarato di aver rinunciato a una o più prestazioni sanitarie con un incremento di 3,1 punti percentuali rispetto al 2023». «Senza nuove e più importanti risorse sulla sanità pubblica, il conto ricadrà di nuovo sulle Regioni che avranno due possibilità, aumentare le imposte o tagliare i servizi, in entrambi i casi a farne le spese saranno ancora una volta i cittadini».
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