Magnodeno, arrivano le scuse dei ragazzi ripresi sul bivacco: «Ci dispiace, siamo stati irrispettosi»

Dopo le polemiche per i comportamenti immortalati dalle telecamere, i giovani hanno lasciato un messaggio di scuse sul quaderno del bivacco. Intanto il Cai ringrazia gli alpinisti che hanno ripulito il Ferrario in Grignetta e gli Amici di Pian delle Betulle lanciano un decalogo per promuovere il rispetto della montagna.

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Lecco

“Cari lecchesi e alpinisti, ci dispiace se ciò che abbiamo fatto è stato irrispettoso”. Alla fine sono arrivate le scuse. I ragazzi che erano stati ripresi dalle telecamere di videosorveglianza del bivacco sul monte Magnodeno in atteggiamenti maleducati e pericolosi - sui pannelli solari del tetto con infradito, intenti a fare selfie e poi i propri bisogni - hanno lasciato un messaggio sul quaderno messo a disposizione dalla struttura per chi vuole lasciare un ricordo dell’esperienza in montagna.

A condividere su Facebook la foto del commento è il gruppo degli “Amici del Magnodeno” che chiude così una vicenda che aveva amareggiato loro e i tanti appassionati di escursionismo. “Ho incontrato i ragazzi, stavano aspettando qualcuno per scusarsi e così è avvenuto – scrive un membro del gruppo -. Gli ho ribadito che il rispetto delle cose altrui passa in primis dai nostri comportamenti. Direi che hanno accettato di buon grado il rimprovero, quindi non alimenterei altre polemiche”.

Forse non si erano resi conto che il loro comportamento sarebbe risultato insolente, tant’è che nel messaggio aggiungono: “Non volevamo dare fastidio o creare disagio, è stata una bellissima esperienza”.

Di tutt’altro tenore l’episodio che si era verificato la scorsa settimana in Grignetta, con il bivacco Ferrario deturpato da scritte, graffiti, rivendicazioni politiche. Di certo un gesto fatto con consapevolezza che aveva lasciato tutti sbigottiti. I ragazzi però non sono fatti tutti della stessa pasta e proprio un gruppo di giovani alpinisti era salito fino ai 2.184 metri del bivacco Ferrario per ripulire e tornare a far splendere il “sacro igloo”.

“Con stupore e gratitudine abbiamo assistito nei giorni passati ad una corsa alla vetta per cancellare dalla “navicella argentata” quegli ignobili tratti neri. A chi ha agito in silenzio e a chi si è fatto avanti per poter fare la propria parte va il nostro ringraziamento più sincero; i più grati a voi sono certamente quegli uomini che 58 anni fa portarono a spalla ogni pezzo, fino alla vetta” ha commentato il Cai di Lecco in una nota e ha aggiunto: “Sarà nostra cura trovare la soluzione migliore per ripulire al meglio quel che ancora non è stato rimosso; sin da ora comunichiamo che procederemo dove possibile alla rimozione dei troppi adesivi presenti. Questa è un’usanza radicata, ma certamente superabile al giorno d’oggi, poiché crediamo che le montagne si ricordino lo stesso del nostro passaggio”.

Sulla vicenda è intervenuto anche il Consigliere Regionale di Fratelli d’Italia e Presidente della Commissione Montagna di Regione Lombardia, Giacomo Zamperini: “Esprimo la mia più ferma condanna per questi episodi, che non possono essere liquidati come semplici bravate – ha dichiarato -. Vandalizzare un bivacco significa colpire un presidio di sicurezza, un simbolo della cultura della montagna e il lavoro silenzioso di tanti volontari che, con impegno e passione, si prendono cura di un patrimonio che appartiene a tutti e che serve a salvare delle vite, non ad organizzare festini degradanti”.

Intanto, alla luce dei vandalismi ma anche dei tanti incidenti che avvengono in montagna a causa di comportamenti scorretti e inesperienza, gli “Amici di Pian delle Betulle” hanno creato un piccolo manuale per chi frequenta i sentieri. Una decina di regole che gli escursionisti non dovrebbero dimenticare: dal saluto rivolto a chi si incontra sul cammino, ai rifiuti da riportare a valle, fino al divieto di accendere fuochi e all’importanza dell’abbigliamento giusto. Perché la montagna regala grandi emozioni, ma in cambio chiede responsabilità e rispetto.

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