Siccità, i torrenti di Lecco quasi senz’acqua: «Ora ripuliamo le sponde»

Caldone, Gerenzone e Bione in forte sofferenza. Con il livello del lago ai minimi riemergono rifiuti e pneumatici. Da settembre controlli sugli scarichi.

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Lecco

Lì dove di solito scorre l’acqua, adesso ci sono soprattutto pietre. È uno spettacolo quasi desolante quello offerto dai torrenti di Lecco in questa estate di grave siccità. Alla foce del torrente Caldone, vicino alla sede della Canottieri, i gabbiani si posano sui sassi che emergono dall’alveo di un torrente in forte sofferenza. L’isoletta di terra creatasi intorno a piazza Stoppani, quasi a lambire la statua di San Nicolò, lascia presagire una situazione altrettanto critica per il Gerenzone, il quale, dopo aver percorso l’ultimo tratto interrato, sfocia nel lago a pochi metri da lì. Ancora peggiore, almeno ad occhio nudo, appare la situazione del torrente Bione. Chiunque si trovi a passeggiare lungo la ciclopedonale che costeggia il centro sportivo può facilmente scendere il breve pendio e camminare per decine di metri sul greto del torrente, ridotto ad un debole ruscello. Il flebile corso d’acqua, peraltro, entra in un lago dove a dominare non è l’azzurro dell’acqua ma il verde delle alghe.

“Quando il livello del lago è troppo basso in alcune zone, come ad esempio l’isola viscontea, non si riesce a intervenire per la pulizia delle alghe con il battello” osserva l’assessore all’ambiente Simone Brigatti. Il compito di rimuovere le alghe sulle sponde del lago e dell’Adda è affidato al battello dell’autorità di bacino, il quale peraltro si trova tecnicamente a dover ripulire un’area che va dalle sponde di Vercurago, Garlate e Olginate fino alle rive lecchesi. “Stiamo cercando di sfruttare il momento dell’acqua bassa. – prosegue Brigatti – per ripulire le sponde dai rifiuti. Nei prossimi giorni verranno rimossi i pneumatici emersi nel tratto tra Rivabella e il Bione. Anche lungo il Caldone in centro sono stati fatti degli interventi su questo fronte”. Già nella primavera 2025, in concomitanza con i lavori di realizzazione del raddoppio della ciclabile tra Rivabella e il Bione, erano stati scoperti alcuni pneumatici abbandonati nel lago, in seguito rimossi. Grazie anche alle testimonianze dei cittadini era emerso che negli anni Ottanta alcuni incivili avevano l’abitudine, molto discutibile, di scaricare pneumatici in quel punto dell’Adda. Il fenomeno era noto all’opinione pubblica, tanto è vero che sempre in quel periodo ci fu una campagna degli ambientalisti per ripulire la zona, senza successo.

“Stiamo interloquendo con Lario reti holding – conclude Brigatti – per attivare da settembre la convenzione sul controllo degli scarichi. In una prima fase verranno eseguite delle ispezioni dopodiché verranno effettuati interventi mirati per punire chi ha scarichi non autorizzati. Come amministrazione intendiamo affrontare queste tematiche con un approccio concreto e non ideologico”.

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