Cronaca / Lecco città
Mercoledì 01 Aprile 2026
Soccorso alpino: una valanga di interventi
Nel 2025 oltre 13mila uscite sulle vette di tutt’Italia. Record nel Lecchese
Nel 2025 il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico ha effettuato 13.037 missioni di soccorso in Italia, in aumento dell’8% rispetto al 2024. Le persone coinvolte sono state oltre 14mila: 9.624 i feriti, 528 i deceduti (+13%), 4.231 gli illesi e 140 i dispersi.
Le principali cause restano le cadute e scivolate (45%), seguite da malori (14,1%) e incapacità durante l’attività (8,1%). L’escursionismo si conferma l’attività più coinvolta (43,6%).
In Lombardia gli interventi sono stati 1.490 (1.259 nel 2024), con 1.986 persone soccorse e 99 decessi. Un aumento che conferma la pressione crescente sul sistema regionale.
Lecco: il territorio con più interventi
La XIX Delegazione Lariana, che comprende il Lecchese, è la più attiva della regione con 573 interventi nel 2025. Le persone soccorse sono circa 650, con 37 decessi.
Le aree più coinvolte sono Valsassina-Valvarrone (155 interventi) e la stazione di Lecco (139). Si tratta in prevalenza di incidenti legati all’escursionismo e a cadute su sentieri.
Sondrio: interventi diffusi su un territorio più esteso
In provincia di Sondrio, la Delegazione Valtellina-Valchiavenna ha registrato 336 interventi nel 2025. L’attività ha coinvolto oltre 1.500 soccorritori per più di 5.000 ore di operazioni.
Il dato riflette un territorio più ampio e complesso, dove gli interventi richiedono spesso tempi più lunghi e maggiore impiego di risorse.
Un trend consolidato
I dati confermano una crescita costante degli interventi, soprattutto nei mesi estivi, con picchi tra luglio e agosto. Il profilo della persona soccorsa resta stabile: prevalentemente uomo, italiano, tra i 50 e i 60 anni. L’aumento degli interventi è legato in gran parte alla maggiore frequentazione della montagna, in particolare per attività escursionistiche. Gli incidenti si concentrano nei mesi estivi, con agosto in testa. Il periodo in cui la montagna diventa una specie di autostrada senza limiti di velocità né patente.E poi c’è l’effetto social: itinerari raccontati come facili, esperienze trasformate in contenuti da replicare. Il risultato è un aumento costante di persone che si avventurano senza preparazione adeguata.
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