Sondrio, Scaramellini attacca Aler: «Gli inquilini alla Piastra non si sentono al sicuro»
Il sindaco di Sondrio torna a sollecitare Aler sul tema della sicurezza negli edifici della Piastra. «Servono vigilantes, portierato sociale e una presenza più costante». Nel mirino anche la gestione centralizzata dell’azienda dopo l’accorpamento con Bergamo e Lecco
Lettura 2 min.Sondrio
Senso di insicurezza e abbandono. Cresce il malcontento tra gli inquilini degli edifici di proprietà dell’Aler nel quartiere della Piastra a Sondrio e il sindaco, Marco Scaramellini se ne fa portavoce tornando a chiedere maggiore attenzione e ribadendo la necessità di una gestione più autonoma della sede territoriale dell’Azienda.
«Agli inquilini deve essere garantita la tranquillità di sentirsi al sicuro – dice Scaramellini -: così non è, purtroppo, anche per la latitanza di Aler, sin qui sorda alle nostre continue richieste di impiegare dei vigilantes e di istituire un portierato sociale. Le telecamere, installate a seguito delle nostre sollecitazioni, non sono più sufficienti, a mantenere ordine e decoro all’interno degli edifici e, in particolare, negli interrati. A Sondrio Aler è proprietaria di circa 850 alloggi, di cui 650 alla Piastra: la spesa per i vigilantes sarebbe davvero insostenibile, come ci è stato ribadito?».
Secondo Scaramellini, molte delle criticità attuali dipendono dalla riorganizzazione dell’azienda avvenuta nel 2013. «I problemi sono cominciati con l’accorpamento di Sondrio con Lecco e Bergamo – ricorda -: Aler Sondrio era una realtà efficiente, in termini di verifica, controllo e presidio del patrimonio immobiliare. Con la direzione a Bergamo, l’Aler ha smesso di fornire le risposte attese da inquilini ed enti locali. Come amministrazione comunale abbiamo chiesto alla Regione di tornare alle Aler provinciali, un’idea peraltro gradita anche alle altre Province, o quantomeno di riportare una certa autonomia gestionale alla sede territoriale di Sondrio, in considerazione delle difficoltà che comporta la presenza di alloggi su un territorio che si estende da Madesimo a Livigno. Una maggiore presenza si rifletterebbe in maniera positiva sulla situazione che si vive in particolare negli agglomerati a più alta densità di popolazione, come alla Piastra».
I recenti interventi di riqualificazione effettuati sugli edifici del quartiere, non bastano. L’investimento ha consentito di rinnovare le torri Aler sotto il profilo energetico e sismico, ma ha anche lasciato perplessità tra i residenti. Se da un lato le facciate sono riqualificate, dall’altro nelle aree esterne camminamenti, ingressi e spazi sono ancora incompiuti. Le sollecitazioni rivolte ad Aler, peraltro, arrivano a qualche giorno di distanza dalla certificazione di Sondrio come città sicura. Illustrando in consiglio comunale i dati forniti dalle forze dell’ordine, il sindaco ha infatti ricordato come il capoluogo mantenga uno dei più bassi indici di criminalità del Paese e come l’andamento dei reati risulti complessivamente in diminuzione. Proprio per questo, secondo il primo cittadino, sarebbe sufficiente rafforzare la presenza e il presidio negli immobili della Piastra, attraverso vigilanza, portierato sociale e controlli più frequenti per migliorare la qualità della vita nel quartiere.
«Abbiamo apprezzato gli interventi effettuati sugli edifici, ma è la gestione quotidiana a incidere sulle vite degli inquilini delle abitazioni Aler – sottolinea Scaramellini -. Sicurezza e benessere devono essere altrettanto considerati, ma così non è, purtroppo. Come Comune abbiamo installato un gran numero di telecamere sulle aree pubbliche, ma serve intensificare i controlli sulle parti di proprietà di Aler, in collaborazione con le Forze dell’ordine. Riceviamo continuamente segnalazioni dagli inquilini e ne comprendiamo tutte le difficoltà: sono delusi da Aler, non si sentono considerati come dovrebbero e lamentano un progressivo peggioramento della situazione. Ritengo che sia doveroso intervenire per risolvere queste problematiche a tutela degli inquilini».
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