«Stop ai finti artigiani», stretta sull’uso dei termini “artigianato” e “artigianale”

Riva, presidente di Confartigianato Imprese Lecco: «È una questione di equità e dignità per le nostre imprese»

Lecco

“È una questione di equità e dignità per le nostre imprese”. Così Davide Riva, presidente di Confartigianato Imprese Lecco, sulla normativa entrata in vigore il 7 aprile, che segna un cambio di passo nell’utilizzo dei termini “artigianato” e “artigianale”.

Secondo Riva si tratta di una battaglia attesa da anni: “Per troppo tempo realtà che non rispettavano i requisiti hanno potuto operare sul mercato puntando su elementi qualitativi dei quali erano invece prive. Questo intervento ristabilisce condizioni più corrette e valorizza chi fa davvero artigianato”.

La novità arriva con la Legge annuale per le PMI, che introduce una regola chiara: le denominazioni “artigianato” e “artigianale” potranno essere utilizzate esclusivamente dalle imprese iscritte all’Albo delle imprese artigiane. Una stretta che punta a eliminare ambiguità e usi impropri, particolarmente diffusi in comparti simbolo del Made in Italy come l’alimentare, la moda e l’artigianato artistico.

Non si tratta solo di una questione formale. Il legislatore ha infatti previsto sanzioni significative per chi non rispetta le nuove disposizioni: si parte da una multa minima di 25mila euro, fino ad arrivare all’1% del fatturato aziendale. Un sistema pensato per scoraggiare in modo concreto qualsiasi tentativo di abuso.

Sul territorio lecchese, dove l’artigianato rappresenta una componente fondamentale del tessuto economico, il provvedimento viene letto come un’opportunità. Le imprese locali, da sempre impegnate nel rispetto di standard elevati di qualità e professionalità, potranno ora contare su un quadro normativo più chiaro e su una maggiore tutela rispetto alla concorrenza sleale.

A livello nazionale, la norma è stata sostenuta con forza da Marco Granelli, che ha parlato di “fine della concorrenza sleale” e di una misura capace di garantire ai consumatori maggiore trasparenza. Chi acquista un prodotto definito “artigianale”, infatti, avrà la certezza che dietro quel termine vi sia un’impresa riconosciuta e qualificata.

Con l’entrata in vigore della legge si chiude così una lunga fase di incertezza: da oggi, anche nel Lecchese, “artigianale” non è più solo una parola, ma una qualifica precisa, tutelata e verificabile.

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