Cronaca / Lecco città
Venerdì 17 Luglio 2026
Successo all'ospedale Manzoni: nuovo intervento aortico
L'intervento all'Ospedale Manzoni ha utilizzato una nuova tecnologia per trattare una patologia rara e complessa.
Lettura 1 min.L'Ospedale Alessandro Manzoni di Lecco ha eseguito con successo un trattamento mini-invasivo per un raro e complesso pseudoaneurisma del tronco anonimo. L'intervento, effettuato dall'Aortic Team della struttura, ha utilizzato l'innovativo sistema HectorTM Multi-branched Thoracic Stent Graft System, una tecnologia endovascolare avanzata per le patologie dell'arco aortico.
La procedura ha riguardato una paziente di 74 anni originaria della Valtellina. A causa di gravi complicazioni polmonari, la donna non era in grado di affrontare la tradizionale chirurgia cardiochirurgica con sternotomia. Il ricorso alla tecnica completamente endovascolare ha permesso di superare i rischi legati all'intervento convenzello, che presenta un elevato tasso di mortalità in caso di rottura dell'aneurisma.
L'intervento è stato realizzato da un'équipe multidisciplinare composta dai chirurghi vascolari Giovanni Rossi, Alessandro Molinari, Sara Segreti, Marco Ferraresi, Moad Al Aidroos e Janko Jovanovic; dai radiologi Giovanni Leati e Paolo Faccioli; dagli anestesisti Pietro Carboni e Lisa Tizzoni; e dal personale infermieristico Claudia Zucchi, Denise Ricchieri, Graziana Marrese e Alice Menaballi.
L'impianto della nuova endoprotesi si è concluso positivamente. Dopo una settimana di osservazione, la paziente è stata dimessa a seguito di una TC di controllo che non ha evidenziato complicanze. Questo intervento rappresenta il terzo eseguito in Italia con questa specifica tecnologia, confermando l'ASST di Lecco tra i centri di riferimento nazionale per la chirurgia aortica mini-invasiva.
Giovanni Rossi, Direttore del Dipartimento Cardio-Toraco-Vascolare dell'ASST di Lecco e della Chirurgia Vascolare, ha sottolineato come l'introduzione di questa tecnologia completi l'offerta terapeutica dell'ospedale, permettendo di trattare con successo anche pazienti fragili o con importanti comorbidità.
© RIPRODUZIONE RISERVATA