Cronaca / Lecco città
Mercoledì 04 Novembre 2026
Teatro della Società, la riapertura può slittare al 2027
Sopralluoghi e consulenza sono conclusi, ora Comune e Neocos devono valutare la proposta di conciliazione. Per chiudere il contenzioso possono servire fino a 30 giorni, poi restano da completare gli interventi su foyer, palchi e platea.
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Al momento è molto difficile che Lecco a inizio dicembre possa celebrare la festa di San Nicolò al teatro della società come lo scorso anno. Il contenzioso tra Comune di Lecco e Neocos srl, l’impresa novarese responsabile dei lavori per il secondo lotto della riqualificazione dell’immobile, è entrato in una nuova fase molto delicata che richiederà del tempo.
Nel dettaglio, l’ingegnere lecchese Vincenzo Buizza, consulente nominato dal tribunale, all’inizio della settimana ha depositato la sua consulenza, ovvero il risultato delle analisi e dei rilievi tesi a ricostruire come si è evoluto il cantiere, e ha inviato alle parti una proposta di conciliazione. Spetta ora a Comune e impresa analizzare la proposta dal punto di vista tecnico e finanziario, decidere se accettarla ed eventualmente finalizzarla. Generalmente quest’iter richiede fino ad un massimo di 30 giorni, cosa che già di per sé potrebbe spostare il calendario molto vicino al giorno di San Nicolò, ovvero il 6 dicembre.
Non è dato sapere al momento chi debba pagare, a chi e quanto ma di certo le posizioni di partenza delle due parti erano molto distanti. Da un lato Neocos, quando ha dato via al contenzioso, ha avanzato al Comune una richiesta di risarcimento di 503mila euro. Una quota di questa richiesta fa riferimento, in sintesi, al fatto che l’impresa ritiene di aver eseguito opere per 100 mentre il Comune afferma di doverne riconoscere solo 90, mentre una quota fa riferimento a maggiori costi che l’impresa afferma di aver sostenuto perché la stazione appaltante non l’ha messa in condizioni di lavorare al meglio. Dall’altro lato palazzo Bovara ha sollevato a sua volta alcune osservazioni rispetto a lavori a suo dire non eseguiti in maniera adeguata dall’impresa. Qualora ci fosse una spesa a carico del Comune, questa dovrebbe essere autorizzata dalla giunta o dal consiglio comunale in quanto esborso straordinario. Ciò richiederebbe del tempo, spostando in avanti il passaggio decisivo del percorso di chiusura del contenzioso: la riconsegna al Comune da parte dell’impresa delle chiavi dell’immobile. Solo a quel punto palazzo Bovara potrebbe effettuare quegli ultimi lavori su foyer, palchi e platea necessari per risolvere alcune questioni aperte, anche sul fronte della sicurezza, e poi riaprire il teatro al pubblico.
Considerato da un lato il tempo necessario per affidare i lavori ed eseguirli e dall’altro le feste, c’è il rischio che la riapertura del teatro della società arrivi nel 2027, sempre ammesso che entrambe le parti accettino la proposta di conciliazione e che l’iter di chiusura del contenzioso si sviluppi senza intoppi entro 30 giorni. Qualora ciò non dovesse avvenire, la causa proseguirebbe dilatando i tempi di risoluzione della vicenda. Anche quando il contenzioso sarà chiuso e palazzo Bovara riacquisirà la piena disponibilità dell’immobile, peraltro, rimarrà un’ulteriore questione da risolvere: il completamento dei lavori di riqualificazione del bar e del ridotto, due spazi fondamentali per la piena funzionalità del teatro.
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