Treni, a Lecco parte la raccolta firme per tutelare i pendolari

La campagna «Lombardia si muove» punta a portare in Consiglio regionale una proposta di legge di iniziativa popolare per rafforzare i controlli su Trenord, garantire maggiore trasparenza e reintrodurre i rimborsi automatici in caso di ritardi. Obiettivo: 5mila firme in forma cartacea

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Lecco

Obiettivo 5mila firme per “Lombardia si muove”, la campagna a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare sul servizio ferroviario regionale.

L’iniziativa è stata presentata ieri sera in una conferenza stampa organizzata di fronte alla stazione di Lecco.«Questa proposta punta a introdurre obblighi di trasparenza precisi sulla diffusione dei dati del servizio e più tutele per i pendolari – ha spiegato Giulio Guastini, coordinatore della campagna nonché esponente di Più Europa – a partire dalla reintroduzione del rimborso automatico per i pendolari in caso di ritardi. Trenord ogni anno viola sistematicamente gli standard relativi alla qualità del servizio imposti dal contratto con Regione. È necessario rafforzare i controlli. I pendolari vivono i disservizi da anni. L’obiettivo della proposta di legge di iniziativa popolare è aggregare il dissenso che i pendolari esprimono ogni giorno e portarlo in consiglio regionale».

e firme potranno essere raccolte solo in forma cartacea. La posizione dei banchetti via via organizzati dai volontari della campagna sarà indicata sui canali social di “Lombardia si muove”.

Qualora l’obiettivo di 5mila firme fosse raggiunto, l’inserimento della legge all’ordine del giorno di una delle riunioni del consiglio regionale sarà obbligatorio.

«Questa proposta di legge è interessante – ha osservato Francesco Ninno del comitato pendolari del meratese – e sicuramente migliorerebbe i rapporti tra Regione, Trenord e i pendolari. Tra i punti principali c’è il ripristino dei tavoli di quadrante, incontri periodici che una volta si svolgevano in Regione ed in cui c’erano allo stesso tavolo Regione, Trenord, Rfi, tutti i comitati pendolari locali e gli enti locali».

Alla campagna a sostegno di questa proposta di legge di iniziativa popolare hanno aderito molte realtà civiche e politiche anche lecchesi. Alla conferenza, tra gli altri, sono intervenuti Pietro Radaelli per il Partito democratico, Eleonora Lavelli per Azione, Cristina Maranesi per il Partito Liberaldemocratico e Daniele Colombo per Ambientalmente.

«Dal punto di vista infrastrutturale – ha ricordato l’ex sindaco di Lecco Mauro Gattinoni per Fattore Lecco – è necessario finire i lavori alla stazione di Lecco e soprattutto quelli sulla ferrovia tra Lecco e Bergamo. È assurdo che la linea sia ancora interrotta a Ponte San Pietro. La riapertura del collegamento con Bergamo e il collegamento con Orio al Serio sono slittati al 2028. Questa interruzione provoca effetti negativi sulla viabilità».

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