Truffe agli anziani: due arresti in un giorno tra Lecco e Monza

Blitz della Polizia di Stato il 29 aprile: fermata una donna ceca con gioielli e contanti e un uomo con oro e denaro sottratti a un anziano. Refurtiva restituita alle vittime

Lecco

Due truffatori fermati in poche ore. Uno a Lecco, l’altro dopo un inseguimento fino a Monza. È il bilancio di una giornata intensa, il 29 aprile, per la Polizia di Stato, impegnata su due fronti contro un copione purtroppo già visto.

La mattinata si apre con una raffica di segnalazioni alla Questura di Lecco: telefonate sospette, voci rassicuranti che si fingono carabinieri o avvocati, parenti in guai seri e soldi da consegnare subito. La tecnica è sempre la stessa. Il “centralinista” chiama, spaventa l’anziano e prepara il terreno. Poi arriva il complice alla porta, pronto a incassare.

Dopo una truffa già consumata in città, ai danni di un’anziana derubata di oro e contanti, gli uomini della Squadra Mobile di Lecco, insieme alle Volanti di Como, stringono il cerchio. La donna sospettata sale su un taxi. Parte il pedinamento. Chilometri macinati fino alla provincia di Como, un cambio di taxi e la destinazione finale: la stazione ferroviaria.

Qui scatta il blitz. Le pattuglie comasche fermano la donna e la perquisiscono. Addosso ha gioielli e circa duemila euro in contanti. Gli accertamenti fanno emergere un secondo colpo, messo a segno poco prima a Ponte Lambro. Stesso schema, stessa vittima fragile. La trentunenne, originaria della Repubblica Ceca, viene arrestata e portata in carcere. La refurtiva torna ai legittimi proprietari.

Ma la giornata non è finita. A Lecco arriva notizia di un’altra truffa, questa volta con la variante del “finto carabiniere”. Un anziano convinto che la sua auto sia stata usata per un reato. Per evitare guai, deve pagare. Prelievo in banca, gioielli di casa e perfino un lingotto d’oro comprato al compro-oro. Tutto consegnato al truffatore.

La Squadra Mobile riparte. Questa volta la pista porta a Monza. Anche qui il pedinamento va a segno. L’uomo, italiano, classe ’60, originario di Napoli e con precedenti, viene fermato con addosso l’intero bottino. Arresto immediato e carcere a Monza, dopo la restituzione della refurtiva alla vittima.

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