Cronaca / Lecco città
Domenica 01 Febbraio 2026
Una domenica olimpica
Emozione per il passaggio sul ramo lecchese del Lario della fiamma di Milano-Cortina
Lecco
A Lecco brucia il “Sacro Fuoco Olimpico” ed è stato lui: Piero Poli, 64 anni; mandellese d’adozione e medaglia d’oro nel 4 di coppia ai Giochi Olimpici di Seul 1988 (nonché primario di Traumatologia e Ortopedia dell’Ospedale Manzoni di Lecco) l’ultimo tedoforo della 56^ tappa (su 60) del viaggio della Fiamma Olimpica in Italia verso l’apertura ufficiale dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026. La tappa che ieri ha illuminato ianche il nostro capoluogo fra ali di folla festante, spettacoli e celebrazioni.
Arrivata a Lecco intorno alle 18.40 sul lungolago, la Fiamma Olimpica – trasportata da 22 tedofori, molti dei quali non resi noti per motivi di sicurezza – ha intrapreso un percorso cittadino (proveniente dalla Valtellina e attraverso Colico, Mandello e Abbadia) di circa quattro km e mezzo per le vie del centro. Portata a braccio – fra gli altri ed in ordine sparso –: dalla pluri-campionessa paralimpica Lisa Guerra, dal 93enne sky-runner Severino Aondio, eppoi dalla consigliera comunale Lorella Cesana, dal presidente onorario della Canottieri Lecco Marco Cariboni, dall’atleta Nausicaa Dell’Orto e personaggi dello spettacolo come Ematoshi, Edoardo Esposito (noto online come Sespo, creator romano), Fabio De Vivo, speaker radiofonico, conduttore televisivo e DJ.... Lecco ha aperto le braccia alle olimpiadi sin dalle ore di metà pomeriggio di ieri, quando già alle 16 Piazza Garibaldi (in attesa dell’arrivo dell’ultimo tedoforo per le 19.30) era già gremita - e sarebbero stati non meno di tremila gli spettatori per l’ultimo atto alle 19.37 – per salutare l’arrivo del simbolo sportivo e dell’imminente kermesse. Tutti proiettati con lo sguardo verso il grande palco allestito dagli organizzatori davanti al Teatro Sociale, con tanto di lucido tripode, pronto ad accogliere ed alimentare la fiamma.
Palco dove nel frattempo sfilavano fra gli altri il presidente del Panathlon Lecco Andrea Mauri, Jennifer Isacco, bobbista lecchese d’adozione bronzo a Torino 2006 - “Un onore aver potuto partecipare alle Olimpiadi, emozionantissimo ritrovarle qui nella mia terra d’adozione...” ha raccontato; o come la sciatrice Paolo Alessandra Pozzoni, senza dimenticare gli atleti di oggi, come l’arrampicatrice colichese Beatrice Colli - “Non pensavo di arrivare alle Olimpiadi, ma adesso punto anche a Los Angeles...” ha detto. Senza dimenticare il momento forse più intenso con il video-messaggio augurale del grande e sfortunato ginnasta Lorenzo Bonuccelli: “Sono lì con voi - ha detto dal centro dove è in cura dopo il grave incidente estivo - e vi porto il mio messaggio di speranza in un momento di grande gioia come questo, sperando chissà che un giorno possa tornare a gareggiare”.
Quindi un raggiante sindaco Mauro Gattinoni – “Un’emozione grande grande – ha spiegato – una pagina di storia per la città di Lecco che non aveva mai vissuto una cosa simile...” - prima e dopo lo spettacolo con i balli, le danze, le coreografie e l’intrattenimento di un’organizzazione non perfetta; ma sinceramente appassionata. Cappellini rosso-Cola regalati “a pioggia” ai bambini. E infine poco dopo le 19.30 migliaia di cellulari accesi su quella Fiamma che da via Roma spuntava – scansando una trentina di di contestatori Pro-Pal con tanto di bandiere e fischietti – trasportata dalla esile eppure possente sagoma in tuta bianca di Poli che saliva sulla rampa e sul palco. E poi il braccio testo con la Fiamma Olimpica come ideale propaggine che cala ed il tripode che si accende. E manda bella luce che scalda, da ieri, anche la passione sportiva dei lecchesi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA