Va in pensione l’ex prefetto di Lecco Castrese De Rosa

è stato in carica dal 3 novembre 2020 fino al 6 marzo 2022

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Lecco

Il prefetto Castrese De Rosa, nato a Arzano, in provincia di Napoli, il 1° maggio 1959, dal 1° giugno è in pensione. Sembra impossibile per chi lo conosce, vista la sua energia e la sua travolgente vitalità. Ma d’altronde la sua carriera parla per lui: dal 2014 e fino al dicembre 2017 è stato direttore dell’Ufficio per gli Affari della Polizia Amministrativa e Sociale presso l’Ufficio per l’Amministrazione Generale del Dipartimento di P.S.; dall’aprile 2019 e fino al 2 novembre 2020 è stato Vice Prefetto Vicario della Prefettura di Perugia; dal 3 novembre 2020 e fino al 6 marzo 2022 è stato Prefetto di Lecco; dal 7 marzo 2022 e fino all’8 dicembre 2024 è stato Prefetto di Ravenna. E dal 9 dicembre 2024 fino al 1° giugno 2026 è stato prefetto di Catanzaro. Ora si godrà la meritata quiescenza nei dintorni di Perugia, in Umbria. “Salutatemi il Prefetto Paolo Ponta, lo conosco e lo saluto caramente. Come pure il vice prefetto Marcella Nicoletti e tutte le persone che hanno collaborato con me a Lecco. So che lì hanno rifatto il lungolago e che la città è cambiata. Spero in meglio. Di sicuro Lecco è nel mio cuore e io spero di essere ancora nel cuore dei Lecchesi. Anche a Catanzaro, dove mi hanno accolto con grande simpatia, la città si è commossa, e io con lei, quando me ne sono andato. In un anno e mezzo ho girato molto, 80 comuni nell’entroterra, ed è stata una bella esperienza. I catanzaresi, come i lecchesi, l’hanno apprezzato molto. È stata una bella esperienza, la mia, che i cittadini hanno accolto, soprattutto sul fronte della prevenzione antimafia, dei protocolli per la legalità, contro l’usura, per la sicurezza sui luoghi di lavoro e questo ha aumentato la coesione sociale in una terra difficile e dove la criminalità è pervasiva. Ma lo Stato c’è. Si vede e si sente”. Il rapporto di Castrese De Rosa con i giovani è continuato anche a Catanzaro: “Da lì si deve partire per inculcare la cultura della legalità e del rispetto delle regole. Penso di aver fatto in pieno il mio dovere e la presenza di uno Stato forte e autorevole è la cosa più bella. Il prefetto del sorriso e dell’ascolto, mi hanno definito, per cui c’è stato un bel rapporto anche con i media. È stato un rapporto molto franco fin dall’inizio e quando sono andato via mi hanno definito così... Mi ci riconosco molto nell’essere semplice, mai autoreferenziale, umile. Se vogliamo conquistare la fiducia dei cittadini bisogna farsi avanti senza troppi giri di parole, con pragmatismo, voglia di fare...”. Non solo sorrisi. A Ravenna a maggio 2023, l’alluvione dell’Emilia Romagna. E a Catanzaro tra dicembre 2024 e gennaio 2025 un’altra brutta alluvione. Castrese De Rosa ha speso tutto sé stesso nel cercare di ovviare a tutti i problemi che si sono palesati: “Ho dovuto far fronte a tante emergenze e non è stato facile pararle, ma penso di aver fatto tutto quanto si poteva fare in un anno e mezzo. Ho avuto la fortuna di lavorare in tre province diversissime, con straordinarie qualità, ma tutte e tre bellissime. Realtà diverse, problemi diversi, ma con la caratteristica comune che se lo Stato c’è ed è presente, i cittadini lo apprezzano. Presenza attiva, mai chiusa nelle stanze dei burocrati, è stato il mio modo di lavorare“.

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