Rapina armata alla sala slot di Mariano, 42enne di Casatenovo in carcere

L’uomo è uno dei due autori del colpo alla Slottery di via Como, bloccati dai carabinieri dopo un inseguimento fino a Besana Brianza. Dovrà scontare 6 anni, 10 mesi e 26 giorni per una serie di reati commessi tra il 2012 e il 2024

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Casatenovo

Pena definitiva e carcere per Simone Corbetta, quarantenne domiciliato a Casatenovo, uno dei due autori della rapina a mano armata messa a segno l’anno scorso ai danni della sala slot «Slottery» di via Como a Mariano Comense.

I carabinieri della Compagnia di Merate hanno dato esecuzione a un ordine di carcerazione emesso dall’Ufficio esecuzioni penali del Tribunale di Como, ponendo fine alla libertà del quarantenne e decretandone il definitivo trasferimento in carcere. Il provvedimento restrittivo eseguito dai militari meratesi compendia un articolato cumulo di pene divenute irrevocabili per una lunga serie di reati commessi tra il 2012 e il 2024 nelle province di Pavia, Monza Brianza e Como.

Tra i capi d’imputazione figurano reati di notevole gravità quali la rapina aggravata in concorso, le lesioni personali, la resistenza a pubblico ufficiale e la detenzione illegale di armi. Al termine dei calcoli effettuati dalle autorità giudiziarie comensi, il quantitativo complessivo della pena da espiare per Corbetta è stato fissato in sei anni, dieci mesi e ventisei giorni di reclusione. L’uomo, terminate le formalità di rito presso la caserma dell’Arma, è stato scortato e associato direttamente alla casa circondariale di Lecco.

L’episodio cardine dell’intera vicenda risale alla sera del 28 aprile di due anni fa, quando la sala giochi marianese venne assaltata da due malviventi giunti sul posto con il volto travisato e impugnando armi da fuoco. Sotto la minaccia delle pistole, la coppia era riuscita ad arraffare l’intero cassetto del registratore di cassa, al cui interno vi erano circa 1.600 euro tra monete e banconote, per poi darsi a una rapida fuga a bordo di un’autovettura Ford C-Max. La vettura con a bordo i due fuggitivi era stata però intercettata e inseguita da una pattuglia dei carabinieri della Compagnia di Merate, scattati immediatamente all’allarme. La corsa dei rapinatori si era interrotta dodici chilometri più a sud, all’interno di un parcheggio situato nel territorio comunale di Besana Brianza, dove i due avevano accostato con la probabile intenzione di effettuare un cambio di veicolo per depistare le ricerche. I militari meratesi li avevano perentoriamente bloccati prima che potessero far perdere le proprie tracce, recuperando l’intera refurtiva e ponendo sotto sequestro l’arsenale impiegato: una pistola Beretta calibro 7.65 vera e pronta all’uso con caricatore inserito, unitamente a una scacciacani modificata tramite la rimozione del tappo rosso. Un colpo che forse non era stato preparato con la necessaria accuratezza, comunque vanificato dal tempestivo intervento delle forze dell’ordine.

L’esecuzione dell’ordine di custodia rappresenta il tassello finale di un’operazione che è durata anni.

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