Cronaca / Merate e Casatese
Lunedì 07 Settembre 2026
Barzanò, il liceo Parini riparte dai sentieri: 44 matricole in cammino verso la scuola
Una settimana di anticipo per i nuovi studenti, protagonisti di un percorso da Montevecchia alla sede dell’istituto. Lunedì il via alle lezioni con incontri tra imprese, realtà sociali, università e territorio.
Lettura 1 min.Barzanò
Partono con una settimana di anticipo gli studenti iscritti al primo anno del liceo Parini di Barzanò.
Il primo appuntamento, per i 44 che entrano a far parte dell’istituto, non è però in classe ma su un sentiero.
Venerdì, gli studenti delle future classi prime del liceo linguistico e economico sociale si sono infatti incontrati su gradini del santuario di Montevecchia da dove, percorrendo sentieri, sono poi arrivati alla sede della scuola.
Da lunedì 7 settembre si aggiungeranno ai 215 studenti delle altre classi. «Una settimana prima degli altri, dunque, - spiega il preside Michele Erba - per un inizio che vuole essere innanzitutto un’esperienza: camminare insieme, conoscersi, affrontare una strada nuova e scoprire fin dal primo giorno che la scuola non è un luogo separato dalla realtà, ma un modo per imparare a stare dentro la realtà».
Il programma della giornata inizierà ancora una volta fuori dalla scuola, con il ritrovo al centro Paolo VI, da dove partiranno dieci percorsi urbani diffusi. In piccoli gruppi di circa 26 studenti, accompagnati dai loro professori, i ragazzi incontreranno ciascuno un’impresa, un’opera sociale, uno studente universitario e visiteranno un luogo artistico del paese. Sarà un viaggio dentro il territorio, reso possibile dalla disponibilità di imprese, realtà sociali, professionisti, volontari e giovani che hanno scelto di mettere tempo, esperienza e competenze a disposizione degli studenti.
«L’iniziativa nasce da una convinzione precisa: quando scuola, imprese e territorio lavorano insieme, si alzano le aspettative di tutti. La scuola scopre risorse nuove per educare, il territorio riconosce nei giovani una responsabilità e una possibilità per il proprio futuro, e i ragazzi possono incontrare adulti che testimoniano concretamente passioni, professioni, difficoltà, responsabilità e capacità di costruire.
In questo modo diventa più evidente che l’educazione non è responsabilità soltanto della scuola o della famiglia, ma di un’intera comunità», conclude Erba.
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